La denuncia di Save The Children: nei Balcani minori respinti illegalmente...




L'organizzazione sottolinea gravi violazioni dei diritti umani sui bambini migranti e rifugiati.



“La polizia ci picchia, ci prende e vestiti e ci manda indietro”. Sono le parole  Aalem, bambino afghano di 12 anni. Uno dei tanti. Dei 1600 casi di respingimenti illegali di minori, negli ultimi sei mesi, sui Balcani, denunciati da un rapporto di Save The Children.

Respingimenti illegali, violenze e torture da parte delle polizie di frontiera contro i migranti, anche minorenni, sono sempre più diffusi sulla rotta balcanica. Sono 30 casi al giorno che coinvolgono anche bambini di otto anni. Alcuni hanno raccontato di essere stati presi a morsi dai cani della polizia e di essere stati respinti al di là della frontiera.

Una totale violazione dei diritti umani fondamentali nei confronti di persone che hanno completo diritto a una protezione internazionale. L’organizzazione umanitaria che lavora per la tutela dei bambini stima che ci sono ogni giorno circa 100 nuovi arrivi di rifugiati e migranti in Serbia e almeno il 46 per cento di questi sono bambini e il 20 per cento minori non accompagnati, che viaggiano soli, alcuni tra gli 8 e 9 anni.

Anche in Bulgaria i ragazzi sono esposti a violenze di ogni tipo e ai soprusi dei trafficanti. “Durante il viaggio ho avuto molti problemi, soprattutto nel bosco”, ha raccontato un minore afgano di 12 anni. “La polizia bulgara ci ha picchiato, ha preso i nostri soldi, ci ha chiesto perché veniamo in Europa. Abbiamo avuto molti problemi anche con la mafia”, ha continuato.

A Belgrado, la capitale serba, mille persone dormono in un magazzino vicino alla stazione ferroviaria con temperature a -15 gradi centigradi. E molti migranti temono di entrare nei centri accoglienza per paura di essere espulsi. Medici senza frontiere ha detto che la città “rischia di diventare una nuova Calais dove le persone rimangono bloccate”...

(Globalist)

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