#Bana come Anna Frank, voce di bimba contro l'orrore della guerra...






Fuori le bombe, dentro il desiderio di raccontare l'orrore per cercare l'aiuto della comunità internazionale. Fuori morte e distruzione, dentro l'innocenza di una bambina di sette anni che racconta di coetanee uccise in bombardamenti. I racconti postati su Twitter dalla zona orientale di Aleppo est da Bana al-Abed, mentre il regime di Damasco e gli alleati russi bombardano i quartieri controllati dai ribelli, ricordano quelli scritti su un diario da Anna Frank, la bambina ebrea nata a Francoforte e rifugiatasi con la famiglia ad Amsterdam per sfuggire alle persecuzioni e ai campi di sterminio nazisti.
Sull'account di Twitter creato a fine settembre dalla madre di Bana, che vanta più di 200mila follower, la bambina siriana racconta la vita quotidiana sotto le bombe, l'esercito di Damasco che si avvicina, la distruzione della città, gli amici che muoiono sotto le bombe. E pubblica foto di edifici distrutti, ma anche video di lei, bambina che non cede all'orrore della guerra, che ride e abbraccia i suoi fratelli più piccoli, Mohamed di cinque anni e Noor di tre, promettendo che vivrà per sempre con loro. Ricorda, per la giovane età della scrittrice, per la malvagità che racconta e per volontà di non perdere la speranza, il Diario di Anna Frank, inserito nel 2009 dall'Unesco nell'Elenco delle Memorie del mondo.

Nel suo diario Anna Frank parla delle angosce, delle illusioni, dei sogni, del cibo che non arriva, delle malattie temute e dello svolgimento della guerra. Sul suo account di Twitter Bana racconta di quanto le manchi l'amica morta sotto le bombe, delle sue paure, dell'impossibilità di frequentare la scuola e del suo sogno di fare l'insegnante, lo stesso lavoro che faceva sua madre, che ora l'aiuta a scrivere in inglese e a essere seguita in Occidente. ''Stiamo scrivendo per dimenticare la guerra'', ha scritto il 14 ottobre in un post accompagnato da una foto dove Bana appare seduta a terra insieme ai due fratelli.
Il suo sogno è quello di scrivere un libro. Il suo desiderio è quello di vivere nella normalità. Una volta perso un dente da latte, ha scritto: ''la fatina dei denti ha paura delle bombe qui, è scappata. Quando la guerra finirà, lei verrà''. La sua passione è la lettura e sempre grazie a Twitter è entrata in contatto con l'autrice della saga di 'Harry Potter', J.K. Rowling, che le ha inviato la versione digitale di tutti i libri della serie.
Nelle interviste che ha rilasciato, la mamma di Bana, Fatemah, ha spiegato che la famiglia si collega a Twitter con un telefono cellulare e un caricatore che sfrutta l'energia solare. I tweet di Bana vengono re-tweettati migliaia di volte e quando domenica è stato chiuso l'account, i suo follower hanno creato l'hashtag #WhereIsBana. Quando è riapparso, l'account portava con sé un tweet disperato scritto da Fatemah: ''Sotto attacco. Nessun posto dove andare, ogni minuto ci sentiamo morire. Pregate per noi''.
Anna Frank era già morta da molto tempo quando è diventata famosa e non si era mai sognata che decine di milioni di persone avrebbero letto il suo diario. A differenza di Bana che, come ha raccontato sua madre nelle interviste, vuole essere ascoltata dal mondo intero. I suoi messaggi non sono quelli privati di un diario, ma un grido d'aiuto. Bana è visibile a tutti, nello stesso momento in cui la guerra è in corso. ''Ciao mondo, l'avete sentito?'', scrive la bambina mentre sul suo account viene rilanciato il suono delle bombe, mentre in un video la si vede tapparsi le orecchie, il suo gracile corpo rabbrividire.
Questo prima che la sua casa venisse distrutta, prima di ammalarsi, prima che la famiglia fosse costretta a fuggire, prima che il suo account di Twitter venisse chiuso e poi riaperto per ragioni ignote. Ieri l'ultimo messaggio, più rassicurante. ''Ciao amici miei, come state? Io sto bene. Sto migliorando senza medicine e con troppe bombe. Mi mancate'', ha scritto Bana.
Una garanzia fugace. Perché poi le ore sono passate e l'account è rimasto in silenzio. Con il mondo che resta a guardare, sperando in un prossimo tweet...


(Adnkronos)

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