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Compagni ai domiciliari, doppia violenza sulle donne: picchiate e costrette pure a lasciare la casa...




L'ultimo caso a Catania, lei dopo essere stata dimessa dall'ospedale è dovuta andare a vivere dai genitori, lui comodamente ai domiciliari

Picchiano, stuprano, ustionano e uccidono le compagne: e i giudici concedono i domiciliari




Che bello quando sabato un'amica mi ha detto che aspettava una bambina. L'importante che un figlio sia sano, certo, però c'è sempre quella vocina dentro di me che mi dice "Speriamo che sia femmina".

Poi arriva lunedì e mi rituffo nella realtà e le agenzie in meno di un'ora mi avvisano che una ragazza di 30 anni a Bari è stata schiaffeggiata durante una lite dal compagno, è caduta ed è morta. Mentre a Catania un impiegato di 26 anni ha malmenato la moglie di 23 anni incinta di 4 mesi del secondo figlio, alla quale ha anche versato addosso della candeggina in presenza del primogenito di appena un anno.
Dopo essere stata dimessa, la donna e il figlio sono stati accompagnati in casa dei genitori. Il marito ora è agli arrestai domiciliari. Ripeto: lei è dovuta andare via dalla sua casa e lui è ai domiciliari. 
Facciamo che oltre ai giornalisti (recentemente e giustamente sono tutti occupati in corsi sul linguaggio di genere) un bel corso di rispetto per le donne, come esseri umani, lo debbano fare soprattutto i giudici. Sono troppi i casi in cui uomini violenti arrivano a uccidere donne (a cui spesso ma non sempre sono legati da vincoli di parentela) anche dopo essere stati denunciati più volte. Ricordate il caso di Ester Pasqualoni (Leggete La morte annunciata di Ester Pasqualoni è il simbolo del fallimento della giustizia ) .

E ancora troppi i casi in cui donne maltrattate sono costrette a dover fare le valige con i figli per lasciare la casa comune ai mariti che comodamente sconta i domiciliari. E' assolutamente inaccettabile un sistema giudiziario che funziona in questo modo...

(Globalist)

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