Bono, l'agit prop della solidarietà: "Grazie Italia per quello che fai"...




Allo stadio Olimpico musica e immagini sul dramma del campo profughi di Zaatari in Giordania, che ospita decine di migliaia di disperati



Nel 1995 anche Luciano Pavarotti aveva prestato la sua voce a una delle più belle canzoni degli U2: un inno della vita tra le macerie della guerra. Ieri lo stesso brano, Miss Sarajevo, riattualizzato in "Miss Siria", è risuonato allo stadio Olimpico di Roma mentre Bono scandiva le parole: "Grazie Italia, grazie Guardia costiera, avete salvato migliaia di vite''. Il cantante e attivista irlandese ha ringraziato l'Italia per quello che fa per i migranti: "Siete i migliori, in Europa siete i migliori. Grazie perché tenete fede ai vostri principi".

Sul maxischermo alle spalle di Bono scorrevano le immagini del campo profughi di Zaatari, in Giordania, che ospita decine di migliaia di profughi siriani, il cui simbolo è Omaima, una ragazzina che dice: "Il mio sogno un giorno è di fare l'avvocato per difendere i diritti delle persone che vivono qui". E mentre lei parlava, le 60mila persone dell'Olimpico facevano girare per lo stadio un suo immenso ritratto in bianco e nero in quella che Bono ha definito "la notte più bella di sempre". Una notte infinita, se si considera l'impegno che Bono, da anni, mette nelle cause umanitarie. Già nel 1984, il cantante si era aggregato alla Band Aid con il singolo “Do They Know it’s Christmas?/Feed the World“ “, e subito dopo, gli U2 e Bono sono diventate una delle band più importanti con i Queen nel celebrare il concerto in aiuto dell’Etiopia , denominato ” Live Aid “, tenutosi allo stadio di Wembley a Londra il 13 luglio 1985. Due mesi dopo il Live Aid, Bono e sua moglie Ali si erano recati in Etiopia con l’organizzazione umanitaria mondiale Aid .

Nel corso del 1992 e del 1993, la band ha rivolto la loro attenzione alla guerra in Jugoslavia durante il loro tour Zoo TV, mettendo tutto il mondo a conoscenza della mattanza nelle zone di guerra.

Nel giugno 1997, gli U2 hanno partecipato ai concerti “Tibetan Freedom Concert”, a sostegno dell’indipendenza del Tibet.

Nel 1998, Bono ha poi rinnovato l'appello per portare la pace nel suo paese, l’Irlanda, riuscendo a far salire sul palco e a stringersi la mano David Trimble e John Hume (politici irlandesi tradizionalmente contrapposti dalla situazione in Irlanda) . Il processo di pace in Irlanda stava prendendo una brutta piega.

La fine del decennio degli anni ’90 è stato un aumento della partecipazione di Bono in campagne umanitarie, soprattutto col suo impegno per alleviare il debito del terzo mondo e pubblicizzare la difficile situazione dell’Africa (carestie, pandemie come l’AIDS, malaria e la tubercolosi). Nel mese di marzo del 2002, durante una visita alla Casa Bianca, il presidente Bush ha annunciato un aiuto di cinque miliardi di dollari. Bono ha avuto parole di elogio per questa decisione: “Questo è un primo passo significativo, e un nuovo livello forte e impressionante di impegno”. Un'alleanza, quella con Bush, che gli è valsa enormi critiche , a cui il cantante ha risposto che doveva incontrarsi con tutti: la cosa importante era di ottenere aiuto per i più poveri del mondo.

Nel maggio dello stesso anno, Bono ha viaggiato con il segretario del Tesoro statunitense Paul H. O’Neill in un tour di quattro nazioni dell’Africa .

Nel 2005, ha registrato una versione di “Don’t Give Up “con Alicia Keys, i cui profitti sono andati alla campagna Keep Child Alive.



Nel luglio 2007, l'agit prop della solidarietà è stato guest editor della prestigiosa rivista Vanity Fair. Il numero della rivista è stato intitolato “The Africa Issue: Politics & Power” e caratterizzato da 20 copertine diverse con le foto di Annie Leibovitz e una serie di personaggi famosi, leader politici e filantropi.
E poi partecipazioni ai forum economici, come quello svoltosi nella città di Davos, per incontrare i presidenti dei principali paesi del mondo come Barack Obama (USA), Angela Merkel (Germania) Dmitry Medvedev (Russia), a iniziative e progetti solidali...

(Globalist)


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