Tragedia migranti, da inizio anno 200 bambini annegati nel Mediterraneo: uno al giorno...




Sono le stime Unicef che mostrano come il numero di adulti e bambini che intraprendono la rischiosa rotta mediterranea sia in aumento.



Almeno 200 bambini sono morti nei primi cinque mesi dell'anno lungo la pericolosa e maledetta rotta del Mediterraneo centrale dal Nord Africa all'Italia, una media di più di un bambino al giorno.

Inoltre, tra il primo gennaio e il 23 maggio oltre 45 mila rifugiati e migranti sono arrivati in Italia via mare, con un aumento del 44% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Sono le stime dell'Unicef diffuse oggi, a Palermo, in vista del G7 in Sicilia, luogo simbolo per la crisi dei rifugiati e migranti. Ed è solo di ieri l'ennesimo naufragio, con 34 morti accertati, molti dei quali proprio bambini.

Il dato dei 45 mila rifugiati e migranti comprende anche circa 5.500 minorenni non accompagnati - con un aumento del 22% dal 2016 - che sono circa il 92% di tutti i bambini arrivati in Italia traverso la rotta del Mediterraneo centrale. Sono gli ultimi, drammatici, dati diffusi dall'Unicef, in vista dell'incontro tra i leader dei Paesi del G7 a Taormina. I dati del 2017 mostrano che il numero di rifugiati e migranti, compresi bambini, che sta intraprendendo le rischiose traversate, è in aumento.

Un numero maggiore di bambini sta affrontando la rotta del Mediterraneo Centrale per raggiungere l'Italia. Ciò significa che, per questo motivo, stanno morendo ancora più bambini", ha detto Justin Forsyth, vice direttore generale di Unicef, "un numero record di 26.000 bambini non accompagnati e separati è arrivato in Italia lo scorso anno, ma se il trend attuale continuerà, questo dato sarà ampiamente superato nel 2017. Non è un record di cui andare fieri, ma un monito del nostro fallimento collettivo nell'assicurare a questi bambini rifugiati e migranti sicurezza e benessere".

Alla spiaggia di Sant'Erasmo, a Palermo, l'organizzazione internazionale ha realizzato l'iniziativa "Barchette in mare, non per gioco", nel corso della quale il medico di Lampedusa, Pietro Bartolo, è stato nominato "ambasciatore di buona volontà per Unicef"...

(Globalist)

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