Cleveland e l'inarrestabile violenza della solitudine...




In questo mondo virtuale viviamo in uno sconfinato deserto dell'anima che ha generato una solitudine planetaria




David Grieco
Steve Stephens, 37 anni, big black man di Cleveland, Ohio, è ricercato per omicidio. Ha ucciso un signore di 74 anni che non conosceva, Robert Goodwin Sr, per il semplice motivo che era incazzato nero a causa di una donna. Poi ha postato il video della sua prodezza su Facebook e gli è tornato il sorriso. Un sorriso gigantesco quanto lui. Nel video ha raccontato di aver commesso almeno 12 omicidi e ha invitato la polizia a mettergli il sale sulla coda. Secondo la polizia, prima di ora non avrebbe mai ammazzato nessuno.
Il management di Facebook ha rimosso il video stigmatizzando il comportamento di Stephens. "Non consentiamo questo tipo di condotta su Facebook", ha recitato severo il social network.
Tre giorni fa, sempre su Facebook, un israeliano evaso da un carcere portoghese, Joaquim Bitton Matos, è apparso anch'egli molto sorridente, con un fucile d'assalto, e ha sfidato la polizia ad andarlo a prendere.
Questo è il mondo virtuale in cui tutti siamo costretti a vivere da alcuni anni a questa parte, in uno sconfinato deserto dell'anima che ha generato una solitudine planetaria e ha finito per riaccendere ciechi fondamentalismi religiosi millenari.
Forse è proprio questa la fine del mondo. Assai più di Erdogan, di Trump, di Le Pen, di Grillo, dell'Esercito Islamico, del femminicidio dilagante, dei migranti perseguitati e torturati, del nazismo e del fascismo.
"Quando il fascismo fascista è caduto, tutto è tornato come prima", scriveva Pier Paolo Pasolini il primo febbraio del 1975 nel suo celebre articolo sul Corriere della Sera intitolato "La scomparsa delle lucciole".
"Chiesa, patria, famiglia, obbedienza, ordine, risparmio, moralità non contano più... A sostituirli sono i "valori" di un nuovo tipo di civiltà, totalmente "altra" rispetto alla civiltà contadina paleoindustriale..."
Quarantadue anni fa, un uomo dotato di una sensibilità non comune era giunto sull'orlo di questo abisso e lo descriveva come una dittatura terminale peggiore di qualunque fascismo.
In quell'abisso ce lo hanno scaraventato dentro, prima che potesse raccontarci come andava a finire...

(Globalist)

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