Romania in rivolta contro lo sconto per i corrotti...




In Romania le più grandi proteste di piazza dalla caduta del comunismo.
Crisi politica dopo l’approvazione da parte del governo di un decreto per depenalizzare i reati di corruzione e abuso d’ufficio. Alcuni politici, tra questi il leader dei socialdemocratici Liviu Dragnea, beneficerebbero della revisione del codice penale. 300 mila rumeni in piazza, richiesta di chiarimenti della corte costituzionale, la Commissione europea invita il governo rumeno a rinunciare alle depenalizzazioni.



La Romania in piazza contro le manovre del governo a favore della politica corrotta. E le immagini di raccontano di come, raramente, a Bucarest si sono viste manifestazioni di piazza simili.
Almeno non successivamente al dicembre del 1989, dopo le rivolte che portarono alla caduta del dittatore Nicolae Ceaușescu.
Un po’ liberazione anche quella di questi giorni. Trecentomila persone in piazza nonostante il gelo per opporsi al decreto approvato a sorpresa dal nuovo governo socialdemocratico.
Di chi la grande pensata e perché? Il decreto, criticato anche dalla comunità internazionale, prevede una riduzione delle pene nella legislazione anticorruzione. In concreto questo significa che alcuni uomini politici potrebbero essere al riparo da possibili inchieste giudiziarie. Il primo ministro Sorin Grindeanu ha cercato di giustificarsi, dicendo che pensava solo a ridurre il numero di detenuti nelle carceri. Carceri rumene affollate di corrotti?
Convinzione diffusa, che volesse salvare alcuni suoi alleati dalle accuse di abuso di potere.
Il presidente di centrodestra Klaus Iohannis, problemi anche in quella parte, ha duramente criticato il governo e ha parlato di “un giorno di lutto per lo stato di diritto”.
Anche le istituzioni europee hanno manifestato i loro dubbi e sono preoccupate del voltafaccia dell’esecutivo di Grindeanu.
«La lotta contro la corruzione deve continuare e non può essere bloccata», ha affermato la Commissione europea.
Corrotto solo se rubi tanto. Il decreto legge ha decriminalizzato alcuni reati di corruzione punibile con il carcere solo se è dimostrabile un danno per lo stato superiore a 44.000 euro. Il governo aveva anche promesso di portare in Parlamento una proposta per scarcerare 2.500 condannati a meno di cinque anni per reati non violenti, di cui beneficerebbero decine di politici e funzionari condannati per corruzione.
Secondo uno studio del 2016 il 15 per cento dei parlamentari eletti nel 2012 erano sotto indagine per corruzione, lo erano stati in passato, o si erano già dimessi per accuse di questo tipo, ricorda il Guardian.
Come spiega il Washington Post, in Romania ci sono ormai due forme di corruzione diffusa, quella ‘da galera’ e la corruzione ‘accettata’. La corruzione, diffusissima, dicono i dati, per cui, i funzionari corrotti beccati con le mani nel sacco vanno ancora in prigione.
E la corruzione “accettabile”, a cui si reagisce solo con un’alzata di spalle.
«Che sarà mai un po’ di corruzione?», si chiede ironicamente Usa Today, prima di ricordare che la Romania, nell’Unione europea dal 1° gennaio 2007, occupa il 57° posto nella classifica dei paesi meno corrotti di Transparency international...

(RemoContro)

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