Francia voto blindato, la democrazia sfida il terrorismo...




Aperti oggi in una Francia blindata e con l’eco degli spari degli Champs Élysées i seggi (in Oltremare già ieri) per il primo turno delle presidenziali. Nei sondaggi favorito il centrista Macron, ma incalzano il conservatore Fillon, Marine Le Pen (Front national) e il candidato di sinistra Mélenchon. Europa col fiato sospeso per le sorti dell’Unione



L’allarme dei servizi segreti francesi che serve solo ‘ad allarmare’ ribadendo l’ovvio. Ogni seggio un possibile bersaglio. Accipicchia che analisi! Utile a parasi ‘le spalle’. Cresciuti a pane e volpe gli 007 francesi. Che qualche problemino di efficienza in casa lo hanno dimostrato e più riprese, purtroppo.
Non solo sull’anti terrorismo che vede l’ultimo attentatore, il mezzo matto assassino degli Champs Elysees, pluri pregiudicato ben noto a tutte le troppe polizie de France. Ma non aveva ‘il bollino’ da terrorista, la sigla S, che segnala l’estremista islamico potenziale terrorista.
La ‘circolare segreta’ dei servizi francesi che poi finisce sulle pagine de ‘Le Parisien’, segnala anche possibili scontri di piazza tra opposte fazioni politiche, vedi i fascistoni di Le Pen e gli ultimi comunisti di Malencon. Ed è il bis dell’acutezza.
Intuizioni sconvolgenti ed accertamenti da ‘microspie’ di zucca. Ultima minaccia segnalata, non sono riusciti ad immaginarne altra, quella informatica, ed è stato “rafforzato” lo scudo anti-hacker del ministero dell’Interno. Formidabili spioni con fonti di prima mano.
Infatti: “Fillon ridacci i soldi” e “Marine Le Pen, ridacci l’immunità”, le scritte luminose apparse sui pannelli del Comune di Parigi, installati lungo le strade e sui marciapiede della capitale. Pirateria informatica, con le scritte rimaste visibili per oltre 10 minuti.

Guida tecnica alle elezioni presidenziali francesi

Come si vota
I cittadini francesi sono chiamati alle urne per eleggere il nuovo Presidente, teoricamente eleggibile già oggi, se un candidato raggiungesse il voto in poù del 50 per cento.
L’eventuale ma di fatto certo ballottaggio, due settimane dopo, il 7 maggio 2017 tra i due candidati pià votati oggi.
Le urne saranno aperte fino alle 19, ma per alcune zone può essere decisa una deroga fino alle 20. Lo spoglio inizierà subito dopo la chiusura delle urne. I primi risultati sono attesi dopo le 20.
Il sistema elettorale francese è un maggioritario a doppio turno, come quello per i sindaci dei comuni italiani.
Nel primo turno i cittadini votano per il candidato presidente preferito. Se nessun candidato raggiunge il 50% dei voti validi, i due candidati più votati accedono al ballottaggio. Il candidato più votato del secondo turno è eletto Presidente.
Non esiste in Francia alcun collegamento tra il presidente e la maggioranza parlamentare. Le elezioni legislative si tengono infatti successivamente, l’11 e il 18 giugno.
Il sistema elettorale per l’Assemblea legislativa è maggioritario a doppio turno su collegi uninominali. In ogni collegio elettorale (sono 577 in tutto) si presentano più candidati legati ai diversi partiti.
Per essere eletto, un candidato deve ottenere la maggioranza assoluta dei voti al primo turno. In caso contrario accedono al ballottaggio tutti i candidati che hanno ottenuto un numero di voti almeno pari al 12,5% degli aventi diritto. Al secondo turno il candidato più votato di ogni singolo collegio è eletto deputato.
La legge francese ha un forte effetto maggioritario, e limita fortemente la rappresentanza dei partiti minori o quelli fuori sistema, come il Front National. Ad esempio, nel 2012, il Front National pur avendo ricevuto ben il 13% dei voti, ha ottenuto solo due seggi.

I principali candidati

EMMANUEL MACRON
Centro
39 anni, originario di Amiens. Sposato con Brigitte Togneux, sua ex professoressa che ha 24 anni più di lui. Candidato alla presidenza per il movimento En Marche! si definisce indipendente (“né di destra, né di sinistra”) è stato paragonato a Renzi per la sua volontà di rottamare lo status quo. Europeista e liberale. Associato della banca d’affari Rotschild dal 2009, è stato segretario generale all’Economia dell’Eliseo sotto la presidenza Hollande. Nel 2014 diventa ministro dell’Economia e nell’agosto 2016 lancia il suo movimento En Marche! (In cammino).
MARINE LE PEN
Estrema destra
48 anni, originaria di Neuilly-sur-Seine. Divorziata, compagna di Louis Alliot, tre figli. Candidata alla presidenza per il Fronte Nazionale (destra), di cui è diventata presidente nel 2011 succedendo al padre Jean-Marie. Schierata contro l’immigrazione, sostenitrice dei prodotti locali, antieuropeista. In politica dagli anni ’90, diventa europarlamentare nel 2004. Candidata alle presidenziali francesi del 2012, è arrivata terza con il 17,9%, dietro a Hollande e Sarkozy. Alle elezioni europee del 2014 ha portato il FN a essere il primo partito in Francia. E’ coinvolta in un’inchiesta per aver violato il divieto ad assumere i propri collaboratori al Parlamento Europeo.
FRANÇOIS FILLON
Destra
63 anni, originario di Le Mans. Sposato con Penelope, cinque figli. Candidato alla presidenza per il partito dei Repubblicani (centrodestra), già Unione per un Movimento Popolare, dopo aver battuto alle primarie Alain Juppè. In politica dal 1980, erede del gollismo. Cattolico praticante, liberista in economia. E’ stato più volte ministro in diversi governi di centrodestra. Diventa primo ministro nel 2007 sotto la presidenza di Nicolas Sarkozy e ricopre la carica fino al 16 maggio 2012. E’ coinvolto in una inchiesta sull’assunzione della moglie come assistente parlamentare.
JEAN-LUC MÉLENCHON
Estrema sinistra
65 anni, originario di Tangeri. Divorziato, ha una figlia. Candidato alla presidenza per il movimento La France Insoumise (sinistra). Figlio del movimento del Sessantotto francese, senatore socialista dal 1986, lavorato nel governo Jospin all’inizio degli anni Duemila. Nel 2008, per divergenze con Segolene Royal, ha fondato il Partito della Sinistra, poi alleatosi con il Partito Comunista Francese nel Fronte di Sinistra. La coalizione lo ha candidato alle presidenziali del 2012, nelle quali è arrivato quarto con oltre l’11% dei voti. Sostiene l’uscita della Francia dalla Nato ed è considerato un simbolo anti globalizzazione. Dal 2009 è eurodeputato. Nel 2016 ha fondato il movimento France Insoumise (Francia ribelle).
BENOÎT HAMON
Sinistra
50 anni, originario di Saint-Renan. Sposato con Gabrielle Guallar. Candidato alla presidenza per il Partito Socialista (sinistra), dopo aver battuto alle primarie il primo ministro uscente Manuel Valls. In politica dall’età di 19 anni, sempre con il Partito Socialista, di cui nel 2005 divenne segretario nazionale fino al 2007. Parlamentare europeo dal 2004 al 2009, è stato ministro delegato all’economia sociale e solidale nel governo Ayrault e successivamente all’educazione nazionale nel primo governo Valls. Rappresentanto dell’ala riformista del partito, è un sostenitore del “reddito universale”. E’ accusato di sostenere posizioni “islamo-gauchiste”...

(RemoContro)

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