UN PADRE HA STUPRATO LA FIGLIA LESBICA PER PUNIRLA DELLA SUA OMOSESSUALITÀ...




L'uomo è stato condannato a 21 anni di carcere, ma le violenze e gli abusi ai danni delle sue figlie ancora minorenni risalgono agli anni Ottanta e Novanta





Aveva deciso di confessare alla famiglia le insicurezze sul proprio orientamento sessuale, dicendo loro di essere lesbica. Quando ha preso coraggio e lo ha fatto, non immaginava certamente le conseguenze del suo gesto sincero: invece di ricevere sostegno da parte della famiglia, è stata lei stessa vittima di violenze da parte del padre.
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I protagonisti di questa terribile storia di abusi e violenze sono una ragazza di 16 anni e suo padre di 54, residenti nella cittadina di Coventry, nel Regno Unito.
L'uomo non accettava che sua figlia fosse lesbica e ha pensato di risolvere a modo suo la faccenda, stuprandola più volte con l'intento di dimostrarle che l'unico rapporto giusto e accettabile fosse quello tra un uomo e una donna. 
Ai primi di marzo, il padre della vittima è comparso in tribunale con l'accusa di violenza sessuale ai danni di sua figlia minorenne. Per questo motivo è stato condannato a 21 anni di carcere, mentre per la ragazza è stata disposta una riabilitazione psicologica.
Da indagini più approfondite è emerso che l'uomo non era nuovo a questo genere di cose: a partire dagli anni Ottanta, aveva iniziato ad abusare di una delle sue figlie che all'epoca dei fatti aveva solo undici anni, e continuò con la sua seconda figlia negli anni Novanta. Ma nessuna delle vittime aveva mai avuto il coraggio di parlare e raccontare, almeno fino a oggi. 
Solo una volta la primogenita aveva tentato di denunciare quanto accadeva fra le mura di casa, nella speranza e nella convinzione che ciò non si ripetesse con la sorella. Ma tutto questo si rivelò una vana speranza: le violenze continuarono. 
Il giudice incaricato di esprimere il verdetto sulla vicenda, Andrew Lockhart, ha ricostruito l'intero percorso criminale dell'uomo e lo ha esposto nel tribunale di Warwick, riconoscendo ben nove capi di imputazione tra i quali offesa al pudore, molestie su minori e abusi sessuali ripetuti. 
Le autorità hanno potuto agire dopo la decisione delle due ragazze di raccontare la verità. Attualmente, entrambe sono state affidate a un team di psichiatri e sottoposte a terapie di riabilitazione. 
Nel corso del processo, le vittime sono apparse visibilmente provate in tribunale. Il giudice della corte di Warwick ha definito la vicenda terribile e ha precisato che è stato straziante ascoltare i racconti della vittima, la quale ha definito la reazione del padre "animata da una rabbia incontrollata". 
"Oltre alla violenza sessuale – ha aggiunto il giudice – il crimine è aggravato anche dall'umiliazione subita dalla figlia. L'uomo ha infatti mostrato ostilità e disprezzo nei confronti delle donne lesbiche". 
"Questo caso dimostra che le vittime di abusi saranno sempre ascoltare. Non importa quanto tempo è passato dall'aggressione e chi era il responsabile. Non devono soffrire in silenzio", ha concluso il giudice...
(The Post Internazionale)

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