Radio Maria, tesoro intoccabile che inquieta il Vaticano...




Quasi 19 milioni di donazioni nel 2015, 2,9 milioni di fondi statali dal 2011 al 2013. E poca trasparenza. Così don Livio costruisce l’indipendenza del suo megafono.


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Soltanto nel 2015 il direttore Padre Livio Fanzaga ha visto piovere in quel di Erba quasi 19 milioni di euro in donazioni.
Si possano mandare soldi anche andando dal tabaccaio o chiamando direttamente a casa il postino.
Quasi due milioni in meno rispetto all’anno precedente.
Ma comunque una cifra sufficiente a fare della sua Radio Maria una potenza, non soltanto economica ma anche politica, nel mondo della Chiesa. 

Marea di soldi appena sufficiente per i costi elevati: 20,348 milioni

Ricca, ricchissima perciò indipendente, intoccabile anche per le alte sfere vaticane.
Anche quando un domenicano (Giovanni Cavalcoli) fa sapere al mondo che il sisma di Amatrice e del Centro Italia è «il castigo di Dio» per le normative più libertarie (come il riconoscimento alle unioni civili) approvate in questi anni dal parlamento.
SISTEMA TROPPO OPACO. Il 30 dicembre 2015 la Corte dei conti ha preso come esempio proprio l’emittente religiosa per denunciare la poca trasparenza nell’erogazione dei fondi pubblici all’emittenza locale.
Oltre 326 milioni di euro dal 2011-2013 (questi gli anni presi in considerazione dalla magistratura contabile) versati dallo Stato a radio e tivù, finanziando un sistema che «non prevede una finalizzazione dei contributi stessi e appare quindi funzionale al mero sostegno economico alla gestione delle emittenti», creando «un sostanziale fenomeno di polverizzazione delle provvidenze, tale da mettere in luce l’incongruenza dello strumento finanziario utilizzato, privo di qualunque misura di rendicontazione successiva».
PIÙ FONDI DI RADIO PADANIA. In quel lasso di tempo Radio Maria ha incassato 2,9 milioni di euro.
Come ha reso noto la Repubblica, 779 mila euro per il 2011, 730 mila per il 2012 e 581 mila per il 2013.
Circa il 5% delle erogazioni totali, un po' più di quanto ottenuto da Radio Padania.
Troppi soldi che vanno congelati secondo il portavoce del Gay Center, Fabrizio Marrazzo.
«Siamo al paradosso», ha spiegato, «di avere una radio privata che vive di soldi pubblici e fa campagne omofobe fino a giustificare il terremoto come un castigo divino per colpa delle unioni civili».
Per la cronaca, e stando all’ultimo bilancio sociale pubblicato sulla Radio, questo contributo nel 2015 vale ormai “soltanto” 313 mila euro. Dal 5 per mille, per esempio, Radio Maria incassa 1,136 milioni di euro.
NEL MONDO 850 RIPETITORI. In ogni caso un patrimonio consolidato (circa 10 milioni) e un mare di soldi in entrata (20,4 milioni nel 2015) appena sufficienti per gestire una macchina che costa caro: 20,348 milioni.
Non fosse altro perché l’emittente vanta 850 ripetitori in tutto il mondo, è presente in 59 Paesi (27 in Europa, 22 in America, 20 in Africa, 5 in Asia e uno in Oceania) e, secondo il precetto dello stesso Fanzaga, deve raggiungere gli angoli più sperduti dove gli uomini sono abbandonati a se stessi e la parola di Dio fatica ad arrivare.
Ma per fare tutto questo servono sempre denaro fresco. E padre Livio è un campione nel fund raising e nelle attività di marketing necessari.

Impero sorto sulle 'gocce' dei fedeli

Padre Giovanni Cavalcoli.
Padre Giovanni Cavalcoli.
Padre Livio ha rivitalizzato quello che si chiama il sistema delle gocce.
Non si chiedono soldi alle grandi famiglie o alla politica, ma direttamente ai fedeli, che si sentono abbandonati da una Chiesa che soltanto con Francesco ha riscoperto il proselitismo.
SERVIZIO PUBBLICO. Rosari, messe, catechesi, fili diretti a parlare di dottrina come dei problemi quotidiani - spiega un ex dirigente cattolico storicamente legato al Vaticano - per «coprire un mercato che fa schifo a tutti: quello dei semplici fedeli. TvSat2000, per esempio, fa ascolti soltanto quando trasmette il Rosario da Lourdes o oppure la Santa messa da Pompei o da Ariccia».
Se non bastasse, fa anche una sorta di servizio pubblico: con i parroci che visti i tagli si trovano affidate soprattutto in periferia più parrocchie contemporaneamente, spesso i fedeli devono accendere la radio per quegli atti di devozione giornaliera.
Qualcuno ne ha sottolineato il cinismo per aver sposato le presunte apparizioni della Madonna di Medjugorje (con i messaggi bellicosi riportati dalle veggenti) anche per aumentare le donazioni.
ZOCCOLO DURO DEI PENSIONATI. Ma chi lo conosce dice che non ce n’è bisogno, perché tra gli 1,45 milioni di ascoltatori c’è uno zoccolo duro di anziani di tutti i ceti sociali che, forti della loro pensione, mandano ogni mese qualcosa a don Livio con la stessa cadenza delle bollette.
Per non parlare di chi gli lascia i suoi beni.
Al riguardo, sul sito di Radio Maria c’è una pagina ad hoc che spiega anche come «redigere un testamento olografo» e che «è sufficiente scrivere di proprio pugno, su un foglio, la propria volontà di lasciare la somma di denaro, titoli, beni specifici, una quota specifica dei propri beni o di nominare erede universale del proprio patrimonio Associazione Radio Maria». 

Questa radio considerata «non subordinabile»

Monsignor Dario Edoardo Viganò, capo della Segreteria per la comunicazione del Vaticano.
Monsignor Dario Edoardo Viganò, capo della Segreteria per la comunicazione del Vaticano.
Antonio Socci, scrittore ed esperto di cose vaticane non in linea con l’attuale corso, ha scritto in tempi non sospetti, cioè nel 2014: «Come si toccano i soldi, Padre Livio prende fuoco e spara cose incredibili».
Ma quello dei soldi è un nodo scoperto anche sul fronte opposto.
Oltretevere viene vissuto con sospetto questa emittente della Brianza, che è un megafono potentissimo e che si rivolge direttamente alla comunità dei fedeli, con una quantità di risorse immense, senza prendere nemmeno un centesimo dalle casse vaticane o dalla curia.
Spiegano dalla Cei che «questa radio non è considerata insubordinata, ma non subordinabile».
NELLE MIRE DI VIGANÒ. C’è chi dice che il nuovo uomo forte dei media vaticani, monsignor Dario Edoardo Viganò, nel tentativo di riportare tutta l’informazione sotto la “sua” Segreteria per la comunicazione, guardi anche a Radio Maria.
Progetto a dir poco complesso, visto che l’Associazione Radio Maria Aps è un ente morale che non ha nulla a che fare neppure con la curia locale.
E padre Livio è troppo furbo per dare il fianco a possibili scomuniche.
IDEE OPPOSTE AL PAPA. Sull’immigrazione, i diritti civili o la catechesi Fanzaga ha posizioni opposte a quelle espresse da Bergoglio.
Si rivolge al cattolicesimo più sanguigno e conservatore. Eppure guai a parlare male di papa Francesco. Non a caso lo stesso Giovanni Cavalcoli è tra i teologi che si sente più vicino al Pontefice.
«Perché don Livio», chiosa chi lo conosce bene, «è un uomo furbissimo. Sta bene attento a stare alla larga dai richiamai ufficiali, dei quali se ne fa un baffo. Ma queste critiche potrebbero allontanare ascoltatori. Ed è la cosa che lui teme»...
(Lettera 43)

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