Piazza San Babila piena per dire “no” a Salvini (e Orban)...
(askanews) – A poche centinaia di metri dalla prefettura dove il ministro dell’Interno Matteo Salvini incontra il premier ungherese Viktor Orban, piazza San Babila si è riempita di persone scese in strada, su invito di Giuseppe Civati, e poi del Pd Milanese, di sindacati e associazioni, per dire no alle politiche di Salvini e a un’idea di Europa come fortezza. La piazza è affollata e sventolano bandiere di molti partiti della sinistra, di sindacati e di associazioni come le Acli, ma anche I sentinelli di Milano e vari altri gruppi della galassia del volontariato. Un evento nato quasi per caso con un tam tam in Rete, ma che è poi diventato una manifestazione affollata, con la presenza, discreta, anche di scrittori come Giuseppe Genna o cantautori come Roberto Vecchioni.
“C’è stato il caso della nave Diciotti – ha detto Civati ai cronisti – che ha innescato una reazione e una mobilitazione delle persone. Io mi sono permesso di chiamare tutti a raccolta, al di là di bandiere, colori, liste elettorali, per rappresentare un’Italia che non sta con Salvini, per usare un noto hashtag e rappresentare l’esigenza che l’Europa non vada incontro al disastro e alla distruzione, a tutte le cose sgrammaticate e violente che stiamo vedendo in questi giorni”.
“Io credo che oggi sia importante dire con molta nettezza e radicalità – gli ha fatto eco l’assessore alle Politiche Sociali del Comune di Milano Pierfrancesco Majorino – no a questo progetto politico folle di Salvini e Orban di rompere l’Europa, di fare uscire nei fatti l’Italia dall’Europa utilizzando la sofferenza degli immigrati. L’importante è dire questo con molta nettezza, poi è evidente che da qua riparte l’opposizione e va costruita radicalmente un’alternativa in tempo molto veloce. Non è vero che Salvini rappresenta tutta Italia, non è vero che tutti gli italiani sono con lui. Utilizza l’immigrazione per non parlare della disoccupazione, questo è scientifico e noi dobbiamo essere radicalissimi nell’opporci”.
Tra la folla anche il deputato del Pd Emanuele Fiano, eletto proprio a Milano. “Bisogna resistere all’idea di un’Europa dell’odio – ha detto, lui figlio di un deportato ad Auschwitz – e del filo spinato che è quella che hanno in mente Orban e Salvini.
L’incontro di oggi è il massimo della contraddizione possibile, perché Salvini e Orban sono amici nel non aiutarsi. Quando Salvini ha chiesto a nome dell’Italia, e noi siamo d’accordo, che ci sia una solidarietà, una ridistribuzione di coloro che vengono da guerre, persecuzioni, fame a chiedere aiuto al continente più ricco ha ricevuto risposte negative da molti, ma il primo che dice no alla solidarietà europea è Orban che Salvini incontra oggi. Ma hanno la stessa idea dell’Europa: distruggerla”. Lme/Int2











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