Per i ragazzi torturati nella ''casa degli orrori' arrivate tante domande di adozione...


I genitori continuano a dichiararsi innocenti, anche quando il pm contesta loro che ai figli, incatenati al letto, concedevano solo una doccia all'anno.


Sono moltissime le domande giunte ai Servizi sociali della contea di Riverside, in California, con le quali si chiede di potere adottare i tredici bambini e ragazzi che i genitori tenevano segregati ed in condizioni fisiche durissime, paragonabili alla tortura. I figli della coppia sono stati liberati dalla poliza, messa in allarme da una di loro, una adolescente, riuscita a fuggire ed a telefonare al 911, chiedendo aiuto.

Anche se le domande di adozione sono tante, non è detto che l'iter possa andare speditamente, anche perché bisognerà attendere probabilmente la sorte processuale dei due genitori, David e Louise Turpin, di 57 e 49 anni, ai quali, peraltro, il giudice Emma Smith, ieri, ha vietato qualsia contatto con i figli fino al 2021. Il solo modo che i due avranno di comunicare con i figli è attraverso gli avvocati.
I 13 figli della coppia, di età compresa tra 2 e 29 anni, erano tenuti sequestrati dai genitori in una casa dignitosa (almeno all'esterno) nella piccola città di Perris, a sud-est di Los Angeles. La polizia li ha trovati al buio, affamati e in condizioni di sporco estremo, alcuni incatenati a un letto.
David e Louise Turpin hanno a loro carico dodici accuse di tortura - solo il bambino di due anni non sarebbe stato seviziato e, secondo i servizi sociali, appariva ben nutrito a differenza dei fratelli - 12 capi di imputazione per sequestro di persona, sette per abuso di un adulto a carico e sei per maltrattamenti o negligenza nei confronti di un bambino.
David e Louise Turpin (che rischiano la condanna all'ergastolo) si sono difesi respingendo le accuse, anche quanto il pubblico ministero ha loro contestato che ai figli era concessa solo una doccia all'anno, mentre nessuno di loro era mai stato visto da un dentista. L'uomo, inoltre, è accusato anche per atti oscenti su un minore dei 14 anni (per il modo in cui aveva legato una delle figlie, non per molestie sesssuali).
Secondo il pubblico ministero, i bambini sono stati tutti sottoposti a una forma di abuso prolungato, compiuto anche con percosse o principi di strangolamento.
All'ingresso di quella che è stata etichettata, dalla stapa di tutto il mondo, come "casa degli orrori" molta gente lascia fiori, candele, animali di pelouche, insieme a molte lettere e messaggi di sostegno, come "Siamo uniti a sostegno dei bambini Turpin" e "Ricorda sempre che sei un bambino bellissimo, sei una benedizione"...

(Globalist)

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