Egitto, attentato nel Sinai: bomba in moschea, poi spari sui fedeli in fuga. Almeno 50 morti...
IL CAIRO – Attentato terrorista in Egitto. L’attacco è stato compiuto la mattina di venerdì 24 novembre contro una moschea nel nord del Sinai e ha provocato più di 50 morti. L’attacco è stato condotto piazzando una bomba all’interno del luogo di culto e sparando sui fedeli che fuggivano dopo l’esplosione.
La moschea attaccata si trova in un piccolo centro, Bir El Abd, e i fedeli “sono stati presi di mira da terroristi che li aspettavano davanti alla porta”, hanno precisato fonti che preferiscono restare anonime.
L’attentato è avvenuto durante la preghiera del venerdì islamico. Nel Sinai settentrionale, ma soprattutto più a est, è attivo un gruppo jihadista alleato dell’Isis.
Concentrato soprattutto nel nord-est del Sinai, al confine con la Striscia di Gaza, da oltre quattro anni è in corso un conflitto a bassa intensità fra forze di sicurezza egiziane e terroristi dell’Isis. A combattere sono gli ex “Ansar Beit al Maqdis”, i “Partigiani di Gerusalemme”, il principale gruppo jihadista egiziano basato nella penisola e ribattezzatosi “Stato del Sinai” nel quadro di un’alleanza-affiliazione con lo Stato islamico annunciata nel novembre 2014.
“La situazione là sta migliorando giorno dopo giorno”, aveva comunque notato il presidente egiziano Abdel Fattah Al Sisi alcuni giorni fa. “Non possiamo dire che di aver definitivamente” eliminato i terroristi, “specialmente nella zona che rappresenta l’1 o 2%” del territorio complessivo della regione, aveva però ammesso ancora Sisi, definendo però quell’area “un spazio molto limitato”...
(blitz quotidiano)











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