Torna il fantasma al-Baghdadi, Califfo mai morto...
Isis diffonde nuovo audio di Al Baghdadi. La prima volta dopo le numerose voci sulla morte dello sceicco. Ma la data di registrazione non è chiara. Dubbi e sospetti di possibili manipolazioni per ingannare il mondo con uno Califfo ormai fantasma. I russi sostengono di averlo ucciso in un raid lo scorso maggio. Il mistero continua
Il Califfo sempre più fantasma
Quarantasei minuti di audio per dire ai seguaci dell’Isis di resistere e continuare con il jihad per «distruggere ogni tiranno», dentro o fuori i territori dello Stato islamico. È la voce di Al Baghdadi quella del nuovo messaggio diffuso dicono gli specialisti. Il problema è il quando. A fidarsi dalla ‘divisione media propaganda’ dello Stato islamico ‘Al Furqan’, saremmo quasi all’attualità. Quindi un Califfo redivivo, dopo il rincorrersi di notizie sulla sua uccisione, ma in assenza di cadavere. Mosca che rivendicava di averlo ucciso e Washington che ora non dubita dell’autenticità del sonoro. «Non c’è alcuna ragione» per dubitare della sua autenticità, ha spiegato Washington. Salvo appunto la date della registrazione.
Propaganda e zizzania
Morto che parla, a ritorno in campo? Nel lungo sermone ricco di riferimenti religiosi, 47 minuti in tutto, oltre alle solite perorazioni alla guerra santa e al martirio e minacce al mondo degli infedeli, fa anche un riferimento ai “nordcoreani” che «hanno cominciato a minacciare l’America e il Giappone con la loro potenza nucleare». Parole che datano la registrazione a tempi relativamente recente.
Ma sono affermazioni che possono essere comprese nell’arco di un anno, date le minacce ripetute da Kim Jong-un. Nel messaggio c’è poi anche un riferimento ai negoziati di Astana, in Kazakistan, per la pace in Siria. Riferendosi all’indebolimento Usa e al ruolo preminente assunto dalla Russia in Siria, ed anche in questo caso, solo riferimento a partire da marzo e maggio di quest’anno, data degli incontri di Astana.
Morto che parla, a ritorno in campo? Nel lungo sermone ricco di riferimenti religiosi, 47 minuti in tutto, oltre alle solite perorazioni alla guerra santa e al martirio e minacce al mondo degli infedeli, fa anche un riferimento ai “nordcoreani” che «hanno cominciato a minacciare l’America e il Giappone con la loro potenza nucleare». Parole che datano la registrazione a tempi relativamente recente.
Ma sono affermazioni che possono essere comprese nell’arco di un anno, date le minacce ripetute da Kim Jong-un. Nel messaggio c’è poi anche un riferimento ai negoziati di Astana, in Kazakistan, per la pace in Siria. Riferendosi all’indebolimento Usa e al ruolo preminente assunto dalla Russia in Siria, ed anche in questo caso, solo riferimento a partire da marzo e maggio di quest’anno, data degli incontri di Astana.
Un possibile falso
Difficile stabilire la data della registrazione che vorrebbe smentire le ipotesi sulla morte del Califfo, spiegano gli specialisti. L’ultimo audio attribuito ad Al Baghdadi era stato diffuso il 2 novembre dello scorso anno, mentre le truppe irachene erano nel pieno della loro offensiva su Mosul. Allora il messaggio del Califfo, sulla cui testa pende ancora la taglia da 25 milioni di dollari offerta dagli Stati Uniti – venne interpretato dagli analisti come un tentativo di invitare i miliziani a non arrendersi. Ora questo nuovo discorso, più lungo e con maggiori riferimenti religiosi rispetto al passato, ha sopratutto lo scopo di smentire la notizia della morte del leader, diffusa in giugno da Mosca che sosteneva di averlo colpito in un raid vicino Raqqa, con dubbi sollevati dall’intelligence statunitense.
Difficile stabilire la data della registrazione che vorrebbe smentire le ipotesi sulla morte del Califfo, spiegano gli specialisti. L’ultimo audio attribuito ad Al Baghdadi era stato diffuso il 2 novembre dello scorso anno, mentre le truppe irachene erano nel pieno della loro offensiva su Mosul. Allora il messaggio del Califfo, sulla cui testa pende ancora la taglia da 25 milioni di dollari offerta dagli Stati Uniti – venne interpretato dagli analisti come un tentativo di invitare i miliziani a non arrendersi. Ora questo nuovo discorso, più lungo e con maggiori riferimenti religiosi rispetto al passato, ha sopratutto lo scopo di smentire la notizia della morte del leader, diffusa in giugno da Mosca che sosteneva di averlo colpito in un raid vicino Raqqa, con dubbi sollevati dall’intelligence statunitense.
Colpito dai russi a maggio
In realtà qualche riferimento temporale c’è, anche se troppo vago per stabilire quando sia stato registrato il messaggio. “I riferimenti più vicini in termini di tempo sono Astana e Nord Corea, argomenti di attualità nelle notizie, ma per niente nuovi”, spiega Rita Katz, direttrice dell’americana Site che monitora le attività dei jihadisti sul web. Ancora una volta, dunque, Al Baghdadi può essere sia vivo che morto. I russi sostengono di averlo “quasi sicuramente” ucciso in un raid compiuto dall’aviazione di Mosca a Raqqa. Ma all’inizio di settembre il generale americano Stephen Townsend, comandante della Coalizione internazionale a guida Usa, aveva affermato che il capo dell’Isis era “quasi sicuramente” ancora vivo e che secondo informazioni di intelligence si nascondeva in un’area tra l’Iraq e la Siria.
In realtà qualche riferimento temporale c’è, anche se troppo vago per stabilire quando sia stato registrato il messaggio. “I riferimenti più vicini in termini di tempo sono Astana e Nord Corea, argomenti di attualità nelle notizie, ma per niente nuovi”, spiega Rita Katz, direttrice dell’americana Site che monitora le attività dei jihadisti sul web. Ancora una volta, dunque, Al Baghdadi può essere sia vivo che morto. I russi sostengono di averlo “quasi sicuramente” ucciso in un raid compiuto dall’aviazione di Mosca a Raqqa. Ma all’inizio di settembre il generale americano Stephen Townsend, comandante della Coalizione internazionale a guida Usa, aveva affermato che il capo dell’Isis era “quasi sicuramente” ancora vivo e che secondo informazioni di intelligence si nascondeva in un’area tra l’Iraq e la Siria.
La sconfitta e la minaccia droni
Rispetto al messaggio precedente, novembre 2016, cambia comunque la retorica. Nell’audio di oggi compaiono le parole “morte, sconfitte e dolore”. Al Baghdadi cita le sconfitte patite dall’Isis a Mosul, Raqqa e Sirte, e si appella ai jihadisti affinché continuino la lotta contro quelli che definisce i “tiranni”. “Gli americani, i russi e gli europei sono terrorizzati dagli attacchi dei mujaheddin”, afferma Al Baghdadi, il cui messaggio arriva proprio nel giorno in cui l’Fbi lancia l’allarme per gli attacchi via drone. I droni – ha spiegato il direttore dell’Fbi Christopher Wray in Congresso – sono “relativamente facili da gestire e abbastanza difficili da monitorare”. Per questo gli Usa li considerano una minaccia reale e imminente...
Rispetto al messaggio precedente, novembre 2016, cambia comunque la retorica. Nell’audio di oggi compaiono le parole “morte, sconfitte e dolore”. Al Baghdadi cita le sconfitte patite dall’Isis a Mosul, Raqqa e Sirte, e si appella ai jihadisti affinché continuino la lotta contro quelli che definisce i “tiranni”. “Gli americani, i russi e gli europei sono terrorizzati dagli attacchi dei mujaheddin”, afferma Al Baghdadi, il cui messaggio arriva proprio nel giorno in cui l’Fbi lancia l’allarme per gli attacchi via drone. I droni – ha spiegato il direttore dell’Fbi Christopher Wray in Congresso – sono “relativamente facili da gestire e abbastanza difficili da monitorare”. Per questo gli Usa li considerano una minaccia reale e imminente...
(RemoContro)











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