Il premier del Bangladesh: serve l'intervento delle Nazioni Unite per proteggere i Rohingya...
Sheikh Hasina: creare delle zone di sicure per proteggere il ritorno della minoranza musulmana perseguitata. In Birmania manifestazione di estremisti buddisti contro aiuti ai rifugiati
La persecuzione di cui sono fatti oggetto in Birmania gli appartenenti alla minoranza musulmana dei Rohingya deve diventare una questione di cui sia investita la comunità internazionale. E' quello che ha chiesto, intervenendo davanti all'Assemblea generale delle Nazioni Unite, il primo ministro del Bangladesh, Sheikh Hasina che ha sollecitato l'a creazione di zone di sicurezza in Birmania il cui controllo sia affidato all'Onu al fine di preparare il ritorno dei Rohingya.
Hasina ha ricordato che il Bangladesh accoglie attualmente 800 mila persone in fuga dalle violenze ''sotto lo sguardo indifferente delle autorità birmane''.
La Birmania deve interrompere la pulizia etnica, ha chiesto con veemenza Sheikh Hasina.
Ma la situazione è molto complessa. Come dimostrano gli incidenti provocati da molte centinaia di manifestanti buddisti che, in Birmania, hanno lanciato delle bombe molotov per impedire la consegna di aiuti umanitari ai musulmani dello Stato di Arakan.
I manifestanti hanno anche cercato di impedire agli operatori della Croce Rossa di caricare su una nave del prodotti di prima necessità prima che la polizia li disperdesse sparando colpi d'arma da fuoco in aria a scopo intimidatorio.
Qualche ora più tardi un camion che portava aiuti ai rifugiati è precipitato in un fossato, uccidendo almeno nove volontari.
Martedì scorso, sotto la pressione internazionale, la leader birmana Aung San Suu Kyi ha fatto intendere che il suo governo era ''pronto'' ad organizzare il ritorno di circa 410 000 mila Rohingya rifugiati in Bangladesh...
(Globalist)











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