Carabiniere, congolese o postino: tutti gli stupri sono sempre di gravità inaudita...




Ha detto la Pinotti: "Lo stupro è sempre grave, ma è di gravità inaudita se commesso da carabinieri in uniforme".



Ha detto la ministra della Difesa, Roberta Pinotti: "Lo stupro è sempre grave, ma è di gravità inaudita se commesso da carabinieri in uniforme".
Una dichiarazione non troppo dissimile da quella di Deborah Serracchiani che aveva detto: “La violenza sessuale è un atto odioso e schifoso sempre, ma risulta socialmente e moralmente ancor più inaccettabile quando è compiuto da chi chiede e ottiene accoglienza nel nostro Paese".
Non eravamo d'accordo con la Serracchiani - che qualcuno accusò di cavalcare in qualche modo l'intolleranza verso gli stranieri - e non lo siamo adesso, anche se sotto accusa ci sono due carabinieri, ossia esponenti di un'Istituzione tra le più rispettate in Italia.
Di fronte alla violenza e, in questo caso, alla violenza sessuale non più esistere nulla che faccia accrescere l'orrore e lo sdegno, perché la gravità, l'inaccettabilità, o il senso dell'inaudito non possono essere "più" di ciò che già sono.
Certo, da un rifugiato ci si potrebbe aspettare riconoscenza; da un carabiniere il rispetto della legge, come da un sacerdote la bontà e il rigore morale. Ma è altrettanto vero che queste considerazioni sono una trappola perché relativizzano l'orrore.
Congolese o italiano, carabiniere o ladro, postino o disoccupato, giovane o anziano, musulmano, ateo o cristiano per le vittime della violenza nulla cambia. L'orrore, il dolore e talvolta il senso di umiliazione che si porteranno dentro spesso per tutta la vità sono uguali.
Lo stupro è inaccettabile e inaudito sempre. Chiunque sia la vittima, chiunque sia il carnefice. (M. Vic.)

(Globalist)

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