La sconfitta militare dell’Isis non è la fine del terrorismo...
Prima a Barcellona, furgone assassino sulla Rambla: 13 vittime. Presi 2 terroristi, autista in fuga. Secondo attacco nella notte a Cambrils, città catalana a circa due ore d’auto da Barcellona. Gli attentatori, che indossavano cinture esplosive, si erano lanciati con un’auto contro la folla nell’area pedonale del lungomare. Sparatoria con la polizia e tutti uccisi.
La Catalogna bersaglio
Barcellona, la ‘capitale’ della Catalogna che vuol farsi Stato, bersaglio del terrorismo sovranazionale. Intorno alle 17 un furgone è piombato su una folla di centinaia di cittadini e turisti lungo la Ramblas. L’Isis ha rivendicato il gesto. Due persone sono state arrestate, ma si dà ancora la caccia ad una terza che potrebbe essere il conducente del furgone.
Più commandos terroristi
Attorno all’una di notte un nuovo attacco a Cambrils, città catalana a circa due ore d’auto da Barcellona. Sei civili e un poliziotto sono stati feriti. Uno è in condizioni gravi.
Gli attentatori, che indossavano cinture esplosive, si erano lanciati con un’auto contro la folla nell’area pedonale del lungomare, ma sono stati intercettati dalla polizia che ha bloccato la vettura dei terroristi.
Nel successivo conflitto a fuoco, gli agenti hanno sparato uccidendo quatto assalitori e ferendone un quinto che è morto in seguito. Le autorità locali hanno dichiarato che gli attentatori erano in collegamento con chi ha compiuto l’attacco a Barcellona.
Attorno all’una di notte un nuovo attacco a Cambrils, città catalana a circa due ore d’auto da Barcellona. Sei civili e un poliziotto sono stati feriti. Uno è in condizioni gravi.
Gli attentatori, che indossavano cinture esplosive, si erano lanciati con un’auto contro la folla nell’area pedonale del lungomare, ma sono stati intercettati dalla polizia che ha bloccato la vettura dei terroristi.
Nel successivo conflitto a fuoco, gli agenti hanno sparato uccidendo quatto assalitori e ferendone un quinto che è morto in seguito. Le autorità locali hanno dichiarato che gli attentatori erano in collegamento con chi ha compiuto l’attacco a Barcellona.
Tredici le vittime accertate a Barcellona, ma ancora non ci sono informazioni precise sulla loro identità. Sono invece 86 i feriti, secondo quanto riferito dalla Protezione civile. Tra loro, quindici sono in condizioni gravi, inclusi alcuni bambini.
L’illusione della vacanza dal terrore
Las Ramblas, il cuore di Barcellona, invaso dai turisti e violentato dal terrore. E l’illusione, loro come nostra, che le sconfitte militari del radicalismo islamico Isis in Siria e Iraq, avessero cancellato il terrorismo delegato piccolo gruppi di folli suicidi.
Eppure ci avevano avvertito su cosa sarebbe stato.
Attacchi diffusi e sostanzialmente incontrastabili perché affidati e piccoli nuclei di indottrinati suicidi e con armi di fatto incontrollabili, dal coltello di cucina all’auto a noleggio.
Eppure ci avevano avvertito su cosa sarebbe stato.
Attacchi diffusi e sostanzialmente incontrastabili perché affidati e piccoli nuclei di indottrinati suicidi e con armi di fatto incontrollabili, dal coltello di cucina all’auto a noleggio.
Spagna e Catalugna
Va forse detto anche di una Spagna disattenta, prima impressione, dopo attentati analoghi che avevano colpito le altre capitali europee. Il livello di attenzione e sicurezza non era stato elevato al suo massimo possibile.
Eppure i segnali c’erano da tempo. Del resto la Spagna, storicamente, è terra bersaglio dallo Stato Islamico e Al Qaeda e vittima già nel terribile attentato di Madrid.
La Cia aveva avvisato due mesi fa le autorità spagnole per il rischio di un attacco terroristico a Barcellona. Lo riferisce il giornale catalano El Periodico.
Eppure i segnali c’erano da tempo. Del resto la Spagna, storicamente, è terra bersaglio dallo Stato Islamico e Al Qaeda e vittima già nel terribile attentato di Madrid.
La Cia aveva avvisato due mesi fa le autorità spagnole per il rischio di un attacco terroristico a Barcellona. Lo riferisce il giornale catalano El Periodico.
Quasi maggiore acutezza politica del terrorismo nello scegliere proprio Barcellona come bersaglio, una città da settimane invasa da un turismo di massa quasi selvaggio, ormai considerato da tanti residenti non più una risorsa, ma il principale problema per la qualità della loro vita.
Forse a preoccupare in questo momento il governo di Madrid l’avvicinarsi del primo ottobre, il giorno in cui le forze indipendentiste che governano la Catalogna hanno convocato un referendum con l’obiettivo di separarsi dalla Spagna se otterranno la maggioranza dei voti di questa importante parte del paese...
(RemoContro)











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