Amnesty: in Yemen bombardano i bambini...(Video)




L'Arabia Saudita continua a bombardare il popolo yemenita, generando morte e distruzione. Il tutto con le bombe fabbricate in Italia.



La coalizione guidata dall'Arabia Saudita continua a bombardare lo Yemen, ma anche il governo italiano è responsabile di questa strage di civili, che secondo Amnesty International è una violazione del diritto internazionale. Infatti le bombe che stanno distruggendo scuole e abitazioni, causando moltissime vittime soprattutto tra i civili in Yemen, sono prodotte in Italia e vendute dal governo Renzi alle truppe saudite. Dal 26 marzo, inizio degli attacchi, sono almeno 5.700 le morti documentate, con Amnesty che ha lanciato un appello a tutti gli Stati che forniscono armi alla coalizione guidata dall'Arabia Saudita, compresi Usa e Gran Bretagna: "Sospendere la consegna di armi che sono usate per violazioni del diritto internazionale". 

Le armi partite dalla Sardegna


Proprio il 18 novembre scorso il deputato del gruppo misto Mauro Pili , aveva informato il Parlamento del fatto che l'azienda nostrana produttrice di armi Rwm Italia stava per spedire un altro carico di ordigni dall'aeroporto di Elmas in Sardegna, chiedendo la sospensione immediata della spedizione di morte. Ma l'appello di Pili è rimasto inascoltato, con l'aereo carico di bombe che è partito per l'Arabia Saudita nel mattino del 19 novembre. Quelle bombe verranno lanciate sullo Yemen. 

IL RAPPORTO DI AMNESTY INTERNATIONAL 

Nel rapporto intitolato 'I nostri bambini sono bombardati', Amnesty documenta almeno cinque raid aerei su scuole tra agosto e ottobre, con l'uccisione di cinque civili e il ferimento di altri 14, tra cui quattro bambini. ''In alcuni casi le scuole sono state colpite più di una volta, il che fa ritenere che fossero azioni deliberate'', si legge nel rapporto. Gli studenti non erano nelle scuole al momento degli attacchi, ma la distruzione degli edifici ha fatto sì che venisse negato il diritto allo studio a oltre 6.500 bambini nelle province di Hajja, Hodeida e Sanaa.

Ma Renzi e il suo esecutivo come possono giustificare questo commercio di morte? Un mercato sporco del sangue dei bambini che ogni giorno perdono la vita sotto quelle bombe e che in un sol colpo perdono famiglie, libertà e possibilità di ricevere un'istruzione adeguata. Oltre che la stessa vita. Tra l'altro secondo la legge italiana è vietato fornire armi ad un Paese in guerra, ancor di più in un momento come questo, contrassegnato dall'allerta terrorismo, con l'Arabia Saudita che viene inserito tra gli Stati che foraggiano l'Isis. Una scelta omicida, che un giorno potremmo pagare sulla nostra pelle, oltre che su quella del popolo yemenita...
(Globalist)

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