Myanmar: la Cina accoglie con favore il risultato delle elezioni. Ma i dubbi sulle relazioni bilaterali restano...






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La Cina accoglie con favore l'andamento nelle elezioni di Myanmar, e ha affermato venerdì, prima che venisse confermata la vittoria della Lega nazionale per la democrazia NLD che avrebbe lavorato volentieri con qualunque partito avesse vinto, per continuare a sviluppare i rapporti bilaterali. Dato che la Cina è stato il maggiore partner commerciale e per gli investimenti di Myanmar per molti anni, questa apertura non arriva in modo inaspettato.
Tuttavia in pratica la vittoria di NLD propone degli strani problemi per Pechino, non ultimo il fatto che Aung San Suu Kyi è da tempo sostenitrice della democrazia, che secondo la Cina non è un sistema di governo appropriato per il proprio popolo. Vanno inoltre considerate alcune questioni relative alle sempre più vicine relazioni fra Myanmar e gli Stati Uniti.
Pechino ha una lunga storia di buone relazioni con il regime militare di Myanmar: la Cina era uno dei pochi paesi che supportavano il regime durante il suo periodo più repressivo, quando Aung San Suu Kyi era detenuta agli arresti domiciliari. Ciononostante, negli ultimi quattro anni, anche l'ex presidente, il generale Thein Sein, ha voltato le spalle alla Cina. Mentre le relazioni con l'Occidente miglioravano,Myanmar ha sospeso il progetto per la costruzione di una diga idroelettrica da parte di aziende cinesi e un progetto per una miniera di rame, anch'esso a favore della Cina, provocando l'irritazione di Pechino.
MyanmarSupporter di Aung San Suu Kyi festeggiano la vittoria alle elezioni  Reuters/Jorge Silva
Parte delle motivazioni per queste mosse arrivano dalla insoddisfazione pubblica verso lo sfruttamento da parte della Cina delle risorse naturali in aree del Paese vicine al confine cinese. Pechino si è anche alienata parte della propria simpatia nel paese attraverso il supporto a due gruppi etnici ribelli, l'organizzazione per l'indipendenza del Kachin e l'esercito dello Stato di Wa, che di recente ha rifiutato di firmare un cessate il fuoco con il governo.
Per Pechino anche alcuni aspetti dell'elezione in se stessa sono stati sensibili: Sun Liping, un famoso sociologo che ha supervisionato la tesi di dottorato del presidente cinese Xi Jinping, aveva salutato con favore il processo democratico di Myanmar sui social network cinesi, ma il suo post è stato inseguito è bloccato dalla censura.
Nonostante Pechino veda l'elezione come problematica, sta certamente facendo del suo meglio per non dirlo in pubblico. A parte il ministro degli Esteri, che ha dato il benvenuto al risultato delle elezioni, i media di Stato hanno preso un approccio più pragmatico. Un commentatore del giornale di Stato Global Times ha riconosciuto che «i votanti erano stanchi della giunta», mentre Ding Gang, editor del giornale dell'unico partito cinese, il People's Daily, ha scritto che «in una prospettiva di lungo termine il controllo totale dei militari sulla politica e l'economia non ha fatto bene allo sviluppo di Myanmar».
Aung San Suu KyiAung San Suu Kyi  Reuters/Soe Zeya Tun
Bi Shihong, specialista in Relazioni Internazionali presso la University, ha scritto sulla Global Times: «Pechino sa che l'appeal di Aung San Suu Kyi eccede di molto quella di tutti gli altri leader politici di Myanmar, e rapporti amichevoli con lei avrebbero un effetto positivo sulle relazioni tra i due paesi».
Questo approccio potrebbe essere dovuto in parte al fatto che la leader di Myanmar ha fatto una visita a Pechino a giugno, durante il quale ha incontrato il presidente Xi e ha puntualizzato il fatto che “i vicini non possono essere scelti” e che “una relazione bilaterale amichevole con la Cina è di primaria importanza”. Bi fa anche notare che “un governo a guida NLD favorirebbe legami più stretti con l'Occidente senza però distanziarsi dalla Cina”.
Il Global Times è d'accordo, affermando che “l'Occidente sa di poter rendere Myanmar un modello per la vitalità della democrazia occidentale”, ma  ha aggiunto che lo NLD sembra voler prendere un approccio pragmatico. Il giornale ha scritto in un suo editoriale che nessuno si aspetta che Myanmar si sposti completamente a favore degli Stati Uniti, poiché questa potrebbe essere una “mossa ingenua”, che potrebbe colpire ciò che il giornale definisce “i benefici delle politiche amichevoli” della Cina nei confronti di Myanmar.
Una delle ragioni dell'entusiasmo cinese potrebbe essere la speranza che il nuovo governo possa voler accettare un maggiore ruolo economico cinese nel paese. La Cina è già il più grande investitore a Myanmar, e il suo maggiore partner commerciale, con una commercio bilaterale del valore di 25 miliardi di dollari l'anno. Ma gli investimenti cinesi a Myanmar sono rallentati a causa delle politiche instabili delle autorità locali, secondo Ding Gang. Un sempre maggiore numero di aziende cinesi ha “capito che un'economia controllata da un governo militare comporta alti rischi di investimento”.
MyanmarLavoratori camminano su una strada che porta ad un impianto cinese in Myanmar  Reuters/Soe Zeya Tun
Il Global Times ha anche suggerito che questa potrebbe essere una possibilità per riesumare grandi progetti come la diga di Myitsone, affermando che potrebbe essere una spinta per le relazioni diplomatiche. Si ritiene che lo NLD potrebbe spingere l'opinione pubblica in senso più favorevole a questi progetti rispetto al regime attuale, ha puntualizzato il fatto che “Aung San Suu Kyi non ha mai parlato male pubblicamente di questi grandi progetti”.
La Cina vorrebbe anche incoraggiare Myanmar ad aprire i suoi confini e a diventare maggiormente coinvolta nel progetto cinese della Nuova Via della Seta, che promuove maggiori investimenti nei paesi confinanti. Uno dei benefici per Pechino sarebbe la possibilità di avere una nuova strada verso l'Oceano Indiano per le sue esportazioni attraverso il fiume Irawaddy. Fino ad oggi le autorità sono state riluttanti a dare così tanto spazio alla Cina.
Tuttavia la Cina è chiaramente preoccupata del fatto che il nuovo governo potrebbe essere potenzialmente debole, a causa delle divisioni tra lo NLD e i militari, che secondo l'attuale Costituzione avranno comunque un'influenza significativa sul Myanmar. Ci sono inoltre preoccupazioni a causa dei conflitti tra il governo e in gruppi etnici di minoranza.
Le conseguenze di questi problemi sono state sottolineate dall'arrivo nella provincia sudoccidentale cinese di Yunnan di rifugiati dalle aree di confine con Myanmar all'inizio di quest'anno, a seguito di combattimenti nella regione. La tensione alle frontiere è stata aggravata dopo che una bomba proveniente da Myanmar è caduta in territorio cinese. Alcuni analisti hanno inoltre suggerito che è stata l'influenza cinese ad aver impedito che i gruppi etnici ribelli Wa e Karen firmassero l'accordo di cessate il fuoco che era stato proposto dal governo di Myanmar lo scorso mese.
Il New York Times ha riportato che una tale mossa potrebbe essere stata architettata per dare a Pechino una leva verso il nuovo governo. Questa eventualità è stata però negata dalla ministero degli Esteri cinese. Tuttavia un funzionario del gruppo ribelle ha recentemente chiesto a Pechino di giocare un ruolo nei negoziati di pace con il governo di Myanmar, cosa che ha ricordato che continueranno ad esistere tensioni fra le due parti...
(International Business Times)

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