La democratica Tunisia è sotto attacco del terrorismo...






La Tunisia, unico Paese che ha superato democraticamente la primavera araba, è nel mirino del terrorismo islamico. La strage di turisti a Sousse conferma che l’obiettivo è quello di colpire un’economia già molto fragile, che trova il suo sostentamento dal turismo. Dopo l’attacco al museo Bardo di Tunisi, è perciò arrivata l’offensiva più infame: il fuoco aperto su bagnanti inermi.
La Tunisia, peraltro, teme da mesi infiltrazioni jihadiste dalla Libia. E del resto è noto che molti combattenti dell’autoproclamato Califfato partano proprio dal territorio tunisino per raggiungere in gran parte dei casi gli islamisti in Siria, in Iraq e ovviamente in Libia data la prossimità geografica.

Così la Tunisia è sotto attacco

Maurizio Molinari, su ‘La Stampa’, racconta il senso di queste operazioni:
Fare fuoco con i kalashnikov sui bagnanti che prendono il sole sulla spiaggia, fra ombrelloni, sdraio, asciugamani e docce in uno degli angoli più ricercati del Mediterraneo significa voler generare il terrore in qualunque straniero intenzionato a soggiornare nel Paese dei gelsomini. Che gli autori siano cellule nordafricane dello Stato Islamico (Isis) di Abu Bakr al-Baghdadi oppure kamikaze inviati dalla feroce Al Qaeda in Maghreb guidata da Moktar Belmoktar, l’obiettivo dell’offensiva jihadista è demolire il turismo straniero in Tunisia per paralizzarne l’economia nazionale e precipitare questo Paese nel vortice di violenze orrende che già tiene banco in Siria, Iraq e Libia.

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