Giordania, il dramma delle spose bambine tra i profughi siriani...





Sono ormai cinque anni che la Siria vive una spaventosa guerra civile della quale non si vede la fine. Vi sono stati sinora oltre 200 mila morti, 3,9 milioni di rifugiati e 12,2 milioni di persone necessitano di assistenza d'emergenza. Tra i profughi – 1,2 milioni in Libano e oltre 600 mila in Giordania – le donne e le bambine subiscono un dramma nel dramma, perché il più delle volte vengono costrette a matrimoni precoci per non “gravare” sulle famiglie in difficoltà e anche per sfuggire alle violenze sessuali. 
Save The Children nel rapporto dell’estate 2014 intitolato “Troppo giovani per sposarsi” ha rilevato che all’inizio del conflitto il fenomeno – presente in Siria già precedentemente – riguardava il 13% delle piccole profughe e col tempo è più che raddoppiato, passando al 48% tra le ragazze fuggite in Giordania.
Nello stesso periodo anche l’Unicef ha rilevato che questo fenomeno si sta diffondendo. Nel 2013 un quarto dei matrimoni di rifugiati siriani in Giordania – in campi tristemente noti come quello di Zaatari dove 80 mila persone vivono in tende nel deserto – ha visto come spose adolescenti con meno di 18 anni – e comunque la legge giordana prevede che i limiti d’età per sposarsi siano di 16 anni per i maschi e di 15 per le femmine. Oltre 9.000 spose bambine. Talvolta i mariti sono uomini molto più anziani, provenienti dai Paesi arabi più ricchi, e alle ragazze non viene data scelta, sono costrette a sposarsi. Così abbandonano la scuola e vanno frequentemente incontro a rischi durante la gravidanza (rischiano la morte cinque volte in più rispetto alle donne adulte) e incorrono maggiormente in violenze da parte del coniuge. Spesso, come ha sottolineato Save The Children, ci sono forti resistenze da parte delle famiglie in particolare delle madri a far sposare le figlie così giovani, ma poi cedono ai ricchi pretendenti...
(LSblog)

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