Così l’Italia prepara la guerra all’Isis...





La minaccia del terrorismo cresce sempre di più: dopo l’attacco in Tunisia, c’è stata lastrage in Yemen a testimonianza che l’Isis sta facendo proseliti ovunque. L’Italia, perciò, guarda con crescente preoccupazione alla polveriera in Libia (qui l’articolo che sintetizza la situazione), dove i miliziani che evocano l’adesione al Califfato stanno crescendo come numero e come forza militare.

La preparazione dell’Italia

Su ‘La Stampa’ Grazia Longo ricostruisce la strategia di Roma contro la minaccia dell’Isis.
Ai 700 uomini già impegnati nel Mediterraneo se ne aggiungeranno altri 1000, altre 4 navi, poi, affiancheranno l’attività delle 4 attualmente utilizzate. E ancora: sul territorio nazionale sono pronti tra i 5 e 7 dispositivi aerei in grado di intercettare velivoli nemici. Con molta probabilità il rafforzamento navale comprenderà una nave da sbarco della classe San Marco o San Giusto, una o più fregate e cacciatorpedinieri. Del resto, il «potenziamento del dispositivo aeronavale dispiegato nel Mediterraneo centrale» era stato annunciato l’altro ieri in Parlamento dal ministro della Difesa Roberta Pinotti, dopo l’attentato in Tunisia.
I vertici militari hanno individuato gli obiettivi principali delle forze militari da mobilitare per un piano di emergenza.
Le nostre «sentinelle» di fronte alle coste del Nord Africa hanno l’obiettivo di favorire un intervento tempestivo in caso di necessità per la tutela di connazionali in pericolo e per la sicurezza di infrastrutture di interesse nazionale come aziende e piattaforme petrolifere italiane presenti nelle aree a rischio.
Il piano strategico di «Mare sicuro» sarà delineato nel «Libro bianco» che verrà sottoposto ai primi di aprile al Consiglio superiore della Difesa (presieduto dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella) per poi essere presentato in Parlamento....
(Il Journal) 

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