Isis, quanti sono i combattenti di Al Baghdadi...
di Mauro Pompili
Duecentomila in Iraq e Siria. Tra milizie di frontiera, paramilitari e combattenti. Poi ci sono i 150 mila in Libia.I foreign fighter? 15.500. Di cui oltre 50 italiani.
Sono guidati dagli ufficiali che una volta militavano nell’esercito di Baghdad, esperti nella guerra e conoscitori dei territori desertici. Sono muniti delle armi donate in passato dall'Occidente alle tribù sunnite irachene e ai ribelli siriani. E, cosa più importante, sembrano terribilmente difficili da fermare.
Gli uomini dell'Isis, dopo avere fatto terra bruciata in Iraq e Siria, stanno terrorizzando la Libia e puntano il fronte libanese-egiziano.
In Iraq il fragile esercito governativo si è letteralmente sbriciolato al primo impatto con gli uomini del Califfato, e la difesa di Baghdad è stata in gran parte garantita dalle forze speciali iraniane.
In Siria l’esercito di Bashar al Assad, impegnato anche nel Sud del Paese contro le forze del Fronte al-Nusra e quel che resta dell’Esercito Libero Siriano, riesce a malapena a contenere i jihadisti nella regione Nord-Est.
Ma quanti sono realmente gli uomini del Califfo per continuare ad avanzare irrefrenabili e controllare un territorio vasto quasi come l’Italia e abitato da una decina di milioni di persone? Le stime, va premesso, sono contraddittorie.
LA STIMA PIÙ VEROSIMILE: 200 MILA. La più bassa è quella dell’intelligence statunitense, che valuta la forza complessiva dell’Isis tra i 9 mila e i 18 mila combattenti. Alla fine del 2014 il calcolo della Cia era leggermente superiore e parlava di 20.000-31.500 unità solo in Iraq e in Siria.
Altre stime, più veritiere, sono di gran lunga superiori. Rami Abdel Rahman, direttore dell'Osservatorio Siriano per i Diritti Umani, ha dichiarato che l'Isis ha più di 50 mila uomini in armi nella sola Siria, mentre i servizi d’informazione russi parlano di 70 mila combattenti, di varie nazionalità.
Si spinge oltre Hisham al-Hashimi, un esperto di sicurezza impegnato a Baghdad, secondo cui l'Isis è composto da 100 mila unità. Mentre Fuad Hussein, il capo di gabinetto del presidente curdo Massoud Barzani, ha quantificato l'esercito dello Stato Islamico dell'Iraq e della Siria in 200 mila combattenti.
15 MILA MEMBRI DELL'ELITE PARAMILITARE. Considerando l'estensione del territorio occupato dall'Isis e la quantità di obiettivi colpiti dai bombardamenti della Coalizione internazionale, proprio la stima di Hussein pare essere la più vicina alla realtà.
Nei 200 mila jihadisti rientrano: il personale di supporto (Ansar), la polizia (Hisba), le milizie locali, le guardie di frontiera, i paramilitari associati a vari organi di sicurezza del gruppo (Mukhabarat, Assas, amniyat e Amn al-Khas) e i militari in addestramento.
Il numero di combattenti effettivi, dunque, dovrebbe essere più basso e comprende: le forze regolari (Jund), l'elite paramilitare (Inghimasiyun, che da sola dovrebbe contare fino a 15 mila membri) e lo squadrone della morte (Dhabbihah).
15.500 FOREIGN FIGHTER, OLTRE 50 ITALIANI. Questa valutazione è corroborata anche dal numero di abitanti - nella sola Siria - che vivono ormai sotto il controllo del Califfo: la province di Raqqa (944 mila persone) e Der er-Zor (746 mila, esclusa la città), Shaddadi, Markada e al-Arish nel distretto di Hasaka (90 mila), Jarabulus e Manbij in quello di Aleppo (467 mila).
Solo per il controllo del territorio (mantenimento dell'ordine pubblico e applicazione della legge islamica), secondo un esperto della sicurezza libanese che ha chiesto di rimanere anonimo, l'Isis avrebbe dunque bisogno di almeno 30 mila uomini. Ma i miliziani di Al Baghdadi non si limitano ad amministrare: combattono su più fronti per espandere il loro Califfato.
Come in Libia, dove - secondo la medesima fonte - sono impegnati altri 150 mila miliziani. Il dato complessivo arriva dunque a 350 mila circa: di questi, secondo il rapporto della Fatf-Gafi (Financial action task force sul riciclaggio di denaro), sono 15.500 i combattenti provenienti dall'estero, i cosiddetti foreign fighter. Oltre 50 arrivano dall'Italia...
Gli uomini dell'Isis, dopo avere fatto terra bruciata in Iraq e Siria, stanno terrorizzando la Libia e puntano il fronte libanese-egiziano.
In Iraq il fragile esercito governativo si è letteralmente sbriciolato al primo impatto con gli uomini del Califfato, e la difesa di Baghdad è stata in gran parte garantita dalle forze speciali iraniane.
In Siria l’esercito di Bashar al Assad, impegnato anche nel Sud del Paese contro le forze del Fronte al-Nusra e quel che resta dell’Esercito Libero Siriano, riesce a malapena a contenere i jihadisti nella regione Nord-Est.
Ma quanti sono realmente gli uomini del Califfo per continuare ad avanzare irrefrenabili e controllare un territorio vasto quasi come l’Italia e abitato da una decina di milioni di persone? Le stime, va premesso, sono contraddittorie.
LA STIMA PIÙ VEROSIMILE: 200 MILA. La più bassa è quella dell’intelligence statunitense, che valuta la forza complessiva dell’Isis tra i 9 mila e i 18 mila combattenti. Alla fine del 2014 il calcolo della Cia era leggermente superiore e parlava di 20.000-31.500 unità solo in Iraq e in Siria.
Altre stime, più veritiere, sono di gran lunga superiori. Rami Abdel Rahman, direttore dell'Osservatorio Siriano per i Diritti Umani, ha dichiarato che l'Isis ha più di 50 mila uomini in armi nella sola Siria, mentre i servizi d’informazione russi parlano di 70 mila combattenti, di varie nazionalità.
Si spinge oltre Hisham al-Hashimi, un esperto di sicurezza impegnato a Baghdad, secondo cui l'Isis è composto da 100 mila unità. Mentre Fuad Hussein, il capo di gabinetto del presidente curdo Massoud Barzani, ha quantificato l'esercito dello Stato Islamico dell'Iraq e della Siria in 200 mila combattenti.
15 MILA MEMBRI DELL'ELITE PARAMILITARE. Considerando l'estensione del territorio occupato dall'Isis e la quantità di obiettivi colpiti dai bombardamenti della Coalizione internazionale, proprio la stima di Hussein pare essere la più vicina alla realtà.
Nei 200 mila jihadisti rientrano: il personale di supporto (Ansar), la polizia (Hisba), le milizie locali, le guardie di frontiera, i paramilitari associati a vari organi di sicurezza del gruppo (Mukhabarat, Assas, amniyat e Amn al-Khas) e i militari in addestramento.
Il numero di combattenti effettivi, dunque, dovrebbe essere più basso e comprende: le forze regolari (Jund), l'elite paramilitare (Inghimasiyun, che da sola dovrebbe contare fino a 15 mila membri) e lo squadrone della morte (Dhabbihah).
15.500 FOREIGN FIGHTER, OLTRE 50 ITALIANI. Questa valutazione è corroborata anche dal numero di abitanti - nella sola Siria - che vivono ormai sotto il controllo del Califfo: la province di Raqqa (944 mila persone) e Der er-Zor (746 mila, esclusa la città), Shaddadi, Markada e al-Arish nel distretto di Hasaka (90 mila), Jarabulus e Manbij in quello di Aleppo (467 mila).
Solo per il controllo del territorio (mantenimento dell'ordine pubblico e applicazione della legge islamica), secondo un esperto della sicurezza libanese che ha chiesto di rimanere anonimo, l'Isis avrebbe dunque bisogno di almeno 30 mila uomini. Ma i miliziani di Al Baghdadi non si limitano ad amministrare: combattono su più fronti per espandere il loro Califfato.
Come in Libia, dove - secondo la medesima fonte - sono impegnati altri 150 mila miliziani. Il dato complessivo arriva dunque a 350 mila circa: di questi, secondo il rapporto della Fatf-Gafi (Financial action task force sul riciclaggio di denaro), sono 15.500 i combattenti provenienti dall'estero, i cosiddetti foreign fighter. Oltre 50 arrivano dall'Italia...
(Lettera 43)










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