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Happyland un inferno nel cuore di Manila...




Sebastiano Nino Fezza

Filippine, un paese molto lontano dal mondo occidentale, un paese di cui non si parla mai se non per qualche colpo di stato che porta al governo questo o quel gruppo di militari, perche' di questo si tratta, i governi si alternano ma la musica non cambia, sono sempre giunte miltari che si alternano al potere. Quando ci sono governi militari la democrazia, la liberta' sono parole prive di senso. Manila, la capitale, e' una grande citta', una citta' come tante altre nel mondo, zone residenziali con ville circondate da alte mura che garantiscono la privacy, la city, grattacieli che ospitano uffici di aziende nazionali e multinazionali, e la citta' quella vera, quella della gente. 


Man mano che ci si allontana dal cuore pulsante della citta' le abitazioni si fanno piu' fatiscenti e piu' abbandonate a se stesse. Le strade pullulano di gente, migliaia e migliaia di negozi piccoli, sporchi, che vendono di tutto, dall'elettonica al cibo. E poi ragazze, tantissime ragazze di tutte le eta' che riempiono le strade, di giorno sembra che stiano li per passeggiare e parlare con le amiche, ma appena arriva il tramonto cominciano il loro lavoro di prostitute. Sono li, per strada, davanti ai bar ad adescare clienti, e di clienti ce ne sono tanti, sia locali che occidentali, e' un modo per sopravvivere in un paese povero. E poi viene la notte, man mano le strade si spopolano, la gente rientra nelle case, almeno chi e' fortunato e ne ha una, perche' a Manila sono migliaia e migliaia le persone che dormono per strada, famiglie intere, non posseggono nulla, pochi stracci, un paio di pentole e qualche cartone da usare come coperta. Se attraversi le strade della citta' di notte e' un interminabile calvario di gente che dorme per strada, giovani, vecchi donne, bambini, si raccolgono in gruppetti per sentirsi piu' sicuri. La poca polizia che gira finge di non vedere. Poi ci sono quelli che chiamano uomini pipistrello, hanno costruito dei ricoveri di fortuna appesi ai ponti e vivono in queste piccolissime "scatole" appese" come se fossero pipistrelli. 



Un altro spettacolo incredibile e' vedere persone che attraversano il fiume su pezzi di legno non piu' grandi di un metro quadrato remando con le mani o con piccoli pezzi di legno. Chiamarlo fiume e' un eufemismo, perche' in realtà è un immenso corso di spazzatura e liquami maleodoranti che attraversano la citta'. E poi si arriva a HAPPYLAND. Mezzo milione di abitanti, un quartiere di Manila. Happyland e' una enorme discarica a cielo aperto dentro la quale vivono migliaia di famiglie che hanno fatto di quell'immondezzaio la loro casa e la loro unica fonte di sostentamento. Il caldo e' infernale, intorno ai quarantacinque gradi all'ombra, l'umidita' sfiora il cento per cento, l'odore che esce dai miasmi liquidi e solidi ti prendo lo stomaco, all'inizio sei preso da continui conati di vomito tanto l'odore e' nauseabondo. Gli abitanti di Happyland passano il loro tempo a raccogliere e selezionare spazzatura, e poi fanno interminabili file per vendere il vendibile, ferro, rame, bottiglie e quanto altro ha un minimo valore commerciale, gli stracci sono un buon business, ma bisogna essere giovani e forti per trasportare enormi balle di stracci sulla testa. 



E' diventata una specie di citta', ci sono strade, negozietti, e le abitazioni SI sviluppano in mezzo a viuzze strettissime. Niente acqua corrente, niente elettricita', ci si lava con i secchi e si illumina con torce elettriche o piccoli fuochi. Le abitazioni sono baracche di circa dieci o dodici metri quadrati senza pavimento, pareti e il tetto sono di lamiera ondulina molto spesso arruginita, di giorno la lamiera trasforma l'ambiente in un forno, di notte in un frigorifero. Eppure Happyland e' piena di vita, gente che cammina carica di di balle di stracci, ferri vecchi, gli oggetti piu' improbabili, ed i bambini partecipano a questa raccolta e selezione continua, li vedi passare veloci da una montagna di spazzatura all'altra recuperando piccoli oggetti da vendere, sono sporchi, puzzano, ma sono felici, ridono scherzano e giocano tra di loro come tutti i bambini del mondo. Happyland per molti mesi l'anno si trasforma in una immensa palude a causa delle piogge intense e frequenti, in queste acque i bambini fanno il bagno per rinfrescarsi, ma spesso devono dividersi gli spazi con i topi grandi come gatti, e spesso vengono morsi e muoiono di leptospirosi. 

Questa e' Happyland un inferno nel cuore di Manila, la capitale delle Filippine.










Commenti

Daniele Mari ha detto…
Immaginavo che Manila fosse, come molte metropoli asiatiche, un luogo dove ricchezza e povertà convivono in spazi non molto lontani ma allo scuro dei turisti. Tra sette giorni parto per le filippine, un viaggio di due mesi nel quale spero di riuscire a vivere emozioni forti come quelle che ho letto in questo racconto....Ma quello che spero di più è riuscire a trasmetterle come hai fatto tu. In poche righe ho provato i brividi come se fossi stato li ad aver vissuto quegli attimi con quella gente....Gente come me... Ma meno fortunata.

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