Le ultime ore di Charlie: il mondo si divide sulla scelta di staccare la spina...




Oggi alle 12 i macchinari che lo tengono in vita verranno staccati. Vani i tentativi dei genitori di tenerlo in vita che hanno perso la battaglia legale alla Corte europea



Per il piccolo Charlie Gard, il neonato di dieci mesi ricoverato al Great Ormond Street Hospital di Londra per una rara malattia incurabile per la quale sta soffrendo tanto, non c'è più nulla da fare. Oggi alle 12 i macchinari che lo tengono in vita verranno staccati. Vani i tentativi dei genitori Chris Gard e Connie Yates che hanno perso la battaglia legale arrivata fino alla Corte europea dei diritti umani per portare a proprie spese il bimbo negli Usa e sottoporlo a una cura sperimentale. «Noi e soprattutto Charlie siamo stati terribilmente abbandonati lungo tutto il processo», hanno detto i genitori, ringraziando invece quanti comuni cittadini hanno dato sostegno, anche economico tramite una colletta, alla loro causa. I Gard vogliono trascorrere le ultime preziose ore col piccolo che «ci lascerà sapendo di essere stato amato da migliaia di persone».

«Non ci hanno permesso di scegliere se far vivere nostro figlio e non ci hanno permesso di scegliere dove o quando morirà». I genitori di Charlie Gard lo hanno scritto su Facebook, alla vigilia dell’ultimo giorno di vita del figlio. 



La storia del bambino: Charlie è nato il 4 agosto del 2016. Era apparentemente in buona salute, ma ha cominciato a perdere perso dopo due mesi di vita a causa della sindrome di deperimento mitocondriale. La malattia provoca il progressivo indebolimento dei muscoli. Meno di 20 casi al mondo. Secondo i medici non ha mai avuto possibilità di sopravvivere. Da mesi era collegato a un respiratore. Non è in grado di sentire e ha subito gravi danni cerebrali.

La battaglia giudiziaria: Charlie "deve essere lasciato morire con dignità", si leggeva nella sentenza della Alta corte di Londra. I genitori però non si sono mai rassegnati e, sostenuti da un'ondata di affetto sul web, sono andati avanti nella loro colletta, riuscendo a raccogliere ben 1,3 milioni di sterline: soldi che sarebbero serviti, secondo i Gard, a portare Charlie negli Usa per sottoporlo a una costosissima terapia sperimentale. Per i pediatri che seguono Charlie però non ha più senso tenerlo in vita artificialmente: è necessario invece passare a un trattamento palliativo riducendo al minimo la sua sofferenza. I giudici inglesi sono concordi e, in sostanza, anche quelli europei. 

La Corte di Strasburgo sulla questione si è dichiarata non competente. L'istanza dei Gard è stata respinta tenendo conto "del considerevole margine di manovra che gli Stati hanno nella sfera dell'accesso alle cure sperimentali per malati terminali e nei casi che sollevano delicate questioni morali ed etiche". Inoltre i giudici hanno rilevato che "le decisioni dei tribunali nazionali sono state meticolose e accurate e riesaminate in tre gradi di giudizio con ragionamenti chiari ed estesi che hanno corroborato sufficientemente le conclusioni a cui sono giunti i giudici". Una sentenza inappellabile. 



(Globalist)

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