Quelle 18 spie Cia uccise in Cina solo 5 anni fa...





Spie scoperte e uccise senza troppi complimenti, cosa da film, ma non soltanto. Quando la Cina smantellò la rete della Cia: Almeno 18 agenti Usa neutralizzati tra 2010 e 2012″ svela il New York Times. ” Uno di questi agenti è stato eliminato da un plotone d’esecuzione improvvisato nel cortile di un edifico governativo davanti ai suoi colleghi” mentre “altri sono stati arrestati”.



Non solo storie da film. Il New York Times svela un capitolo di una guerra segreta e senza esclusione di colpi, quella tra gli apparati di spionaggio delle due principali potenze globali, gli Stati Uniti e la Cina. E la violenza di quanto accaduto a pochi anni di distanza dalle nostra attualità, stupisce.
Tra il 2010 ed il 2012 la Cina sarebbe riuscita a smantellare tutta la rete di spionaggio della Cia nel Paese, “uccidendo o imprigionando tra ’18 e 20 fonti di intelligence’ ed eliminando, di fatto, la capacità di Langley di infiltrarsi nei piani alti della burocrazia di Pechino e di ottenere informazioni negli anni successivi.
Il New York Times cita agenti della Cia attuali ed ex che hanno descritto la ‘liquidazione’ delle rete di informatori in Cina, come uno dei colpi peggiori subiti dall’Agenzia nella sua storia. Incerte ancora oggi, a cinque anni di distanza dai fatti le origini della catastrofe spionistica.
Da sempre per la Cia controllare la Cina è una delle priorità, ma l’esteso apparato di sicurezza del paese ha reso particolarmente difficile per i servizi di spionaggio occidentali, trovare e mantenere fonti. Secondo quanto rivelato, almeno 12 informatori – ‘assets’ – sono stati vittime di esecuzioni sommarie, una condotta di fronte ai colleghi nel cortile degli uffici pubblici dove lavoravano.
Altri sarebbero stati imprigionati nell’operazione, avviata per una fuga di notizie all’interno della Cia e per la quale non è stata ancora individuata la fonte.
Cia ed Fbi, responsabile delle operazioni di contro spionaggio, hanno aperto un’indagine, chiamata in codice “Honey Badger”. Anche se vi è una lista di sospetti, tra i quali un cittadino cino americano che ha lasciato la Cia poco dopo l’inizio delle uccisioni, non sono state fatte incriminazioni. Ed ancora non è stato stabilito se vi sia stata una ‘talpa’, oppure se i cinesi abbiano ottenuto la lista degli informatori con operazioni di hackeraggio.
Cia ed Fbi non hanno voluto rilasciare commenti su quanto pubblicato dal quotidiano statunitense. Le uccisioni sarebbero avvenute tutte tra le prime settimane di dicembre del 2010, alla fine del 2012. L’anno dopo, nel 2013, Cia e Fbi dissero che le capacità cinesi di danneggiare l’agenzia erano state eliminate, ma era troppo tardi...

(RemoContro)



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