L'orrore del Cara di Isola: ai migranti il cibo destinato ai maiali...




Il procuratore di Catanzato ha raccontato gli squallidi retroscena: la mafia ha speculato sulla pelle dei migranti



Claudia Sarritzu

Mentre anche quella che si autodefinisce Sinistra rincorre le politiche leghiste e diffonde paura e intolleranza nei confronti degli immigrati, veniamo a conoscenza della vera accoglienza che offriamo a questi esseri umani, che scappando dall'orrore trovano altro orrore nelle nostre coste. Quello che state per leggere forse non vi sorprenderà. L'umanità ha perso da secoli la dignità. 

Nel Cara di Isola Capo Rizzuto ci sono stati "dieci anni di malaffare nel corso dei quali è stato gestito in modo mafioso dalla famiglia Arena. Una gestione che ha portato uno spaccato certe volte raccapricciante. Umanamente spiace vedere filmati e ascoltare intercettazioni ambientali dalle quali si evince che il cibo non bastava per tutti e spesso era quello che solitamente si dà ai maiali".

A dirlo non sono io ma il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri parlando con i giornalisti dell'operazione Jonny. "Questo - ha aggiunto - ci dà la misura estrema della spregiudicatezza non solo della famiglia Arena ma anche di chi ha gestito la Misericordia di Isola Capo Rizzuto in modo mafioso, pensando solo al denaro e cercando i modi piu' svariati di riciclaggio e cercando anche di avere come attore protagonista un prete che ha, col suo concorso, acquistato e fatto acquistare immobili non solo come cinema o teatri ma anche come appartamenti". Gratteri ha indicato il governatore della Misericordia di Isola Leonardo Sacco ed il parroco don Edoardo Scordio come "promotori dell'associazione a delinquere di stampo mafioso. Sono coloro i quali - ha aggiunto - in modo attivo tirano le fila di questa organizzazione per questo grande business che e' l'accoglienza, il centro profughi". Un business che, ha detto il procuratore aggiunto Vincenzo Luberto, ha permesso di distrarre 32 milioni sui 100 erogati dallo Stato dal 2006 per la gestione della struttura. "Il sacerdote - ha aggiunto Luberto, che ha coordinato le indagini insieme ai pm Domenico Guarascio e Vincenzo Capomolla - ha avuto 150 mila euro in un anno per l'assistenza spirituale dei migranti dopo avere dirottato i fondi destinati all'acquisto dei giornali per gli immigrati con la motivazione che tanto si deteriorano". Anche la locale squadra di calcio, che milita in eccellenza e che rientra tra i beni sequestrati oggi, era gestita da Sacco. "Una societa' siciliana che fornisce al Cara i distributori automatici di cibo e bevande - ha detto Luberto - è stata costretta a sponsorizzare la squadra per poter continuare a svolgere la propria attivita'. Tutto era motivo di lucro". L'indagine di oggi, ha detto infine Gratteri, "sul piano probatorio è completa. C'è stata una grandissima professionalità da parte delle forze dell'ordine. Un'indagine interforze di primissimo livello".

Direte: ma questa è la mafia, non siamo noi. Eh no, la mafia siamo anche noi. Aveva ragione Rita Atria... 

(Globalist)

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