Domanda sgradita: il candidato repubblicano picchia il giornalista del Guardian...




La colpa del reporter: aver chiesto a Gianforte un commento sul fatto che 23 milioni di americani sarebbero rimasti senza copertura sanitaria entro il 2026



Violenza in campagna elettorale Usa. L’episodio ha visto protagonisti un giornalista che svolgeva solo il proprio lavoro di porre domande e un candidato al Congresso americano, evidentemente non molto avvezzo alle domande sgradite.

Nel corso di un incontro con la stampa, il candidato repubblicano al Congresso per lo Stato del Montana ha sbattuto a terra un giornalista del Guardian che gli poneva una domanda e l’ha colpito intimandogli di andarsene.

Il fatto è avvenuto mercoledì sera nel quartier generale della campagna elettorale de repubblicano Greg Gianforte a Bozeman. Quando il reporter del Guardian si è avvicinato al candidato e gli ha fatto una domanda sui piani repubblicani riguardo all’assistenza sanitaria. In particolare la richiesta era stata di commentare il fatto che 23 milioni di americani sarebbero rimasti senza copertura sanitaria entro il 2026.

Gianforte ha dapprima invitato il giornalista a rivolgersi al suo addetto stampa e, subito dopo, l’ha afferrato per il collo con entrambe le mani, l’ha sbattuto a terra e l’ha preso a pugni gridandogli: «Sono stanco e stufo di questo! Vattene fuori di qui».

A riferire l’accaduto sono il reporter del Guardian aggredito, Ben Jacobs, e una giornalista di Fox News che ha assistito alla scena con altri due colleghi. E c’è anche una registrazione audio e provarlo. 

Dopo l’accaduto Jacobs ha avvertito la polizia. Lo sceriffo della Contea di Gallatin ha interrogato Gianforte e sentito gli altri testimoni. Il candidato repubblicano è stato accusato di aggressione minore. Le leggere lesioni subite non hanno consentito un’incriminazione più pesante, ha spiegato l’ufficio dello sceriffo al Guardian. 

In questo video pubblicato dal Guardian si sente bene l’audio dell’aggressione 

                                         

(Globalist)

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