Armi pesanti Usa ai curdi in Siria...




La Casa Bianca avrebbe approvato l’invio di armi alle forze curde siriane che combattono Isis nel nord-est della Siria. Lo riportano i media americani citando diverse fonti. Tensioni con la Turchia, sempre più riluttante alleato Nato



Solo qualche ora fa il Military Times e le agenzie internazionali hanno confermato che l’amministrazione Trump ha dato il via libera per la consegna di armi pesanti alle milizie curde operanti in Siria. Obiettivo, accelerare le operazioni della liberazione di Raqqa, ‘capitale’ Isis in Siria. La Turchia di Erdogan ha tentato di opporvisi in tutti i modi. La liberazione di Raqqa da parte dei curdi consoliderebbe definitivamente la loro autorità nel Rojava, la regione siriana al confine con la Turchia.
Secondo la Bbc, che cita una fonte del Pentagono, le armi inviate ai curdi siriani includono munizioni, armi leggere, mitragliatrici pesanti e blindati che, sostiene sempre la fonte, il Pentagono «cercherà di riottenere indietro» dopo la conquista di Raqqa.
Una promessa decisamente risibile, nel tentativo di rassicurare la riottosa Turchia erdoganiana che, sul campo conduce comunque la sua guerra. I bombardamenti dell’aviazione turca nei confronti dei curdi-siriani sono stati talmente pesanti da costringere i combattenti Ypg a minacciare di frenare le operazioni per liberare Raqqa, salvo un intervento deciso da parte degli Usa, che infatti per accontentare i loro alleati hanno recentemente schierato le truppe americane al confine tra Turchia e Siria e Turchia e Iraq, così da dissuadere Ankara dal compiere ulteriori azioni militari.
E diventa a rischio la visita di Erdogan negli Stati Uniti, incontro con Donald Trump fissato per il 16 maggio.
Al centro di tutto, prima ancora delle recenti rivelazioni, l’aumento esponenziale non solo in quantità, ma in qualità delle armi con cui il Pentagono rifornisce le milizie curde.
A svelare qualche segreto le foto che i combattenti curdi hanno caricato sui social una volta liberata Tabqa. Le foto reperibili su internet, mostrano i curdi in possesso di equipaggiamento rigorosamente Made in Usa, che comprende visori notturni di ultima generazione, fucili di precisione M4 con diverse modifiche tra le quali laser a infrarossi per i raid notturni e missili anti-carro. Non quisquiglie.
Le milizie Ypg ormai possono vantare ben 40mila combattenti di prima linea, e i timori turchi sono comprensibili. Dettagli ma non troppo, la violazione di molti articoli del diritto internazionale, anche se, gli Usa, agendo attraverso la CIA e altre agenzie riescono ad aggirare le condanne Onu.
Difficile capire cosa accadrà una volta che saranno deposte definitivamente le armi in Siria. Ciò che appare certo è che i curdi giocheranno un ruolo da protagonisti e che gli Stati Uniti cercheranno di approfittare di questo loro ruolo.
Ora i riflettori sono puntati sull’incontro del 16 maggio tra il presidente americano e il suo omologo turco. Se verrà confermato.
Cosa chiederà Erdogan a Trump?
E Trump cosa sarà disposto a concedere per non perdere un alleato Nato importante come la Turchia?...

(RemoContro)

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