A Manchester tutto il nazismo Isis...




L’Isis in Inghilterra a scelto di colpire tutti i simboli dell’occidente, del suo stile di vita, delle sue libertà. Distruggere quell’amore per la vita che l’ideologia salafita jihadista combatte con «l’amore per la morte». Ed un altro giovane tra le giovanissime vittime l’assassino, 22 anni a sua volta vittima della cultura della morte



La morte contro la vita. Distruggere l’amore per la vita di quella folla di adolescenti e di ragazzini a un concerto o che l’ideologia salafita jihadista combatte con «l’amore per la morte».
Ad uccidere 21 di quei giovanissimi nella Manchester Arena, è stato Salman Abedi, 23enne britannico di origini libiche già noto alle autorità. Il capo della polizia di Manchester, Ian Hopkins, ha confermato la sua identità e sciolto la riserva sulla dinamica di quanto accaduto.  Mentre il pubblico composto soprattutto di teenager lasciava l’Arena, impianto da 21mila posti, il giovane ha azionato l’ordigno tra la folla che usciva: 22 i morti, 59 i feriti, tra questi almeno 12 sono bambini sotto i 16 anni, e sono gravi. Tra di loro, lo stesso attentatore.
Il giovanissimo terrorista
“Ha agito da solo -ha detto il capo della polizia- Riteniamo fosse in possesso di un ordigno improvvisato, che ha azionato causando questa atrocità”. Tre persone arrestate, tra loro potrebbe esserci anche il fratello di Abedi
Secondo quanto riferito dal Telegraph, Salman Abedi è nato a Manchester nel 1994 ed è il terzo di quattro figli di una coppia di rifugiati libici scappati in Gran Bretagna durante il regime di Gheddafi. La madre, Samia Tabbal, 50 anni, e il padre, Ramadan Abedi, agente di sicurezza, sono nati in Libia e, una volta emigrati in Gran Bretagna, hanno vissuto prima a Londra, prima di trasferirsi nell’area a sud di Manchester, dove vivevano da almeno 10 anni.
La rivendicazione dell’Isis
Lo Stato Islamico ha rivendicato la strage nella tarda mattinata prima che il nome di Abedi fosse reso noto. Il comunicato è stato diffuso dall’agenzia di stampa fiancheggiatrice Amaq: “Uno dei soldati del Califfato – si legge – è riuscito a posizionare ordigni esplosivi in mezzo a un raduno di crociati nella città britannica di Manchester, dove è avvenuta l’esplosione nell’edificio Arena. Per chi venera la Croce e i loro alleati il peggio deve ancora venire. Sia lode al Signore”.
I siti jihadisti festeggiavano da ore: “Le bombe dell’aviazione britannica sui bambini di Mosul e Racca sono tornate al mittente”.
Le vittime
La prima vittima identificata aveva solo 18 anni. Il suo nome, Georgina Bethany Callander, lo riporta l’Independent, assieme a una foto tratta dal profilo Instagram che la ritrae assieme alla sua beniamina Ariana Grande. Era stata scattata nel backstage di un concerto di due anni fa. La più giovane finora identificata aveva appena 8 anni, Saffie Rose Roussos di Leyland, nel Lancashire, riferisce la Bbc...

(RemoContro)

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