Carmen Chacon, ministra e madre coraggiosa: un esempio per tutti...




Cardiopatica dalla nascita è morta per un infarto ieri mattina nella sua casa di Madrid



Ho 35 pulsazioni al minuto, il cuore al contrario e un blocco ventricolare completo. Con la mia  patologia, ogni nuovo giorno è un regalo”.  Sono le parole di  Carmen Chacon, 46 anni,  trovata morta domenica 9 aprile nella sua casa di Madrid, probabilmente a causa di un infarto. Le rilasciò in un’intervista a La Vanguardia nel 2015 in cui raccontò la sua malattia : “Fin da quando ero piccola mi avevano detto che avrei dovuto portare con me un contapassi e fare una vita molto tranquilla”.

E invece la vita di Carmen Chacon non è stata “tranquilla” e ordinaria. Prima ministra della Difesa spagnola nel governo socialista di Zapatero, sfilò- lasciando impressa la sua immagine come simbolo di emancipazione femminile- davanti ai “suoi” soldati in Afghanistan con un pancione al settimo mese di gravidanza. Disse “Non sono malata, sono solo incinta”, lei che la malattia sapeva bene cosa fosse.

Sono stati i familiari, che non riuscivano a contattarla a dare l’allarme. Dopo avere forzato la porta d’ingresso della sua casa, i medici hanno soltanto potuto constatarne la morte avvenuta alcune ore prima.

La politica spagnola ed europea la piange sinceramente. E non solo per la passione politica che l’ha contraddistinta in tutta la sua carriera ma anche per la passione che metteva in ogni gesto piccolo o grande della  sua esistenza. Per quel coraggio di non farsi imprigionare dalla paura di morire, quel freno che impone ogni grave malattia e che spesso ci fa smettere di vivere prima di essere morti.

Questa donna coraggiosa scomparsa così giovane è riuscita a riempire la sua esistenza lasciando il segno attraverso i suoi ideali e trasmettendo alle nuove generazioni europee la sua visione della donna del terzo millennio, che per raggiungere gli stessi diritti degli uomini non deve trasformarsi in un maschio.

Non deve rinunciare alla maternità ma può, in piena gravidanza, raggiungere  per esempio i militari impegnati in una complicata missione all’estero trasformando il "suo stato" non in un alibi per assentarsi ma in una normale fase della vita di qualsiasi donna. Ci mancherà tantissimo il suo sorriso e la sua gratitudine. Forse dovremmo tutti, malati o sani, prima di andare a dormire, credenti o atei, anche fosse  solo per “il caso”, ringraziare per una nuova giornata “non sprecata”. Sarebbe un modo bello, intenso e consapevole di vivere la nostra vita non dando nulla per scontato.

Mi viene in mente un’altra frase detta da un’altra grande politica, questa volta italiana, ammalatasi di cancro un paio di anni fa, Emma Bonino: Noi non siamo la nostra malattia. Ecco, Carmen Chacon cardiopatica dalla nascita, non è mai stata la sua malattia. Non è un caso: quando si tratta di sagezza e amore per la vita le donne sono sempre un passo avanti, forse perché solo loro sanno dare alla luce. 






(Globalist)

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