Strage aerea Usa a Mosul sepolta tra macerie e silenzi...




Raid aereo Usa su Mosul Ovest, postazioni Isis, il bersaglio programmato. Bersaglio male indicato o errore di puntamento, sta di fatto che quell’esplosivo volante, missili o bombe che fossero, disintegra edifici e 150, 200 vite che lì campavano. Civili iracheni.
E’ accaduto il 17 marzo, ma se ne parla poco e a stento e solo ora.
Ora che la rabbia dei soldati iracheni che hanno visto i loro concittadini uccisi per ‘effetto collaterale’ Usa, minacciano di fermare l’attacco difficile sanguinoso, casa per casa, agli scherani Isis.



Centocinquanta, duecento morti sono una strage, una grande tragica strage.
Centocinquanta, duecento vittime civili in un bombardamento fuori bersaglio sono un enorme tragico ‘effetto collaterale’ nella follia di una guerra che di crudeltà ne aveva già offerte tante e altre ancora ne promette.
A stupire, oltre l’orrore negato alla povere vittime seminascoste, sepolte non solo tecnicamente sotto le macerie, a dieci giorni dai fatti, una qualche certezza sull’accaduto, sui fatti.
E il goffo, vergognoso tentativo di ‘insabbiare’, minimizzare un orrore che avrà certo dei responsabili ma non dei colpevoli. Orrore dell’errore.
FATTI NOTI
Venerdì 17 marzo, raid aereo Usa su Mosul Ovest, postazioni Isis, il bersaglio programmato.
Bersaglio male indicato o errore di puntamento, sta di fatto che quell’esplosivo volante, missili o bombe che fossero, disintegra edifici e 150, 200, forse più vite che lì campavano. Civili iracheni in attesa di liberazione o di fuga. E’ accaduto il 17 marzo, ma se ne parla poco e a stento solo ora. Ora che la rabbia dei soldati iracheni che hanno visto i loro concittadini uccisi per ‘effetto collaterale’ Usa, minacciano di fermare l’attacco sanguinoso, casa per casa, agli scherani Isis.
NOTIZIE TWITT
La sintesi assoluta e nessun eroismo tv esibito dagli inviati sul campo. Peccato. L’ultima agenzia Ansa sui fatti.
(ANSA) – ROMA, 26 MAR – I militari iracheni hanno interrotto le operazioni a Mosul ovest dopo l’ammissione di responsabilità della Coalizione a guida Usa del raid del 17 marzo scorso che ha ucciso oltre 100 persone, in gran parte civili secondo gli attivisti. Lo riferisce il Guardian. Ieri, i soccorritori erano ancora al lavoro per estrarre i cadaveri dalle macerie. Oltre 140 i corpi sinora recuperati.
MORTI A CRESCERE
(ANSA) – BEIRUT, 23 MAR – La televisione curdo-irachena Rudaw afferma che almeno 200 persone, la maggior parte civili, sono state uccise in raid aerei nell’ovest di Mosul ancora controllato dall’Isis. L’emittente non precisa se i raid siano stati compiuti dall’aviazione irachena o da jet della Coalizione internazionale a guida Usa. La settimana scorsa l’ong Osservatorio iracheno per i diritti umani aveva parlato di almeno 299 civili già uccisi dai raid della Coalizione a guida americana a Mosul ovest da febbraio, quando ha avuto inizio l’offensiva governativa per strapparla allo Stato islamico. L’inviato di Rudaw a Mosul, Hevidar Ahmed, ha detto che i raid hanno colpito il quartiere di Al Jadida e fino a 230 persone potrebbero essere state uccise. Di queste, 130 si trovavano in un solo edificio e 100 in un altro.
L’ERRORE AMMESSO
Agenzia Adnkronos (dalla France presse), 26 marzo sera. «I militari statunitensi hanno riconosciuto per la prima volta di aver sferrato un attacco aereo contro lo Stato Islamico nella città irachena di Mosul, dove i residenti hanno denunciato l’uccisione di oltre 100 civili (?). Se confermato, l’episodio – risalente al 17 marzo scorso – rappresenterebbe la maggiore perdita di vite umane tra i civili da quando gli Stati Uniti hanno iniziato a prendere di mira lo Stato Islamico in Iraq e Siria nel 2014. […] Finora la coalizione a guida americana aveva detto che non vi erano certezze di un raid compiuto nel quartiere al-Jadida di Mosul dove gli abitanti hanno denunciato la morte di 137 civili. Le forze irachene che partecipano ai soccorsi hanno parlato del ritrovamento fino a ieri sera di 83 corpi senza vita, tra cui molte donne e bambini, all’interno di un edificio andato distrutto».
LA GRANDE STAMPA AVARA
Federico Rampini su Repubblica il 26, i morti crescono.
«Due testimoni locali scampati alla strage, sempre all’Afp hanno descritto la distruzione di un immobile con 170 abitanti. L’Onu ha espresso “profonda inquietudine” e la coordinatrice umanitaria per l’Iraq, Lise Grande, si è detta “sconvolta da queste terribili perdite umane”. Proprio nel timore di nuove stragi, l’esercito iracheno ieri sera ha annunciato la momentanea sospensione dell’offensiva. A più di un mese dal lancio dell’attacco a Mosul ovest, oltre duecentomila abitanti sono fuggiti dalla zona dei combattimenti, ma ancora seicentomila abitano nei quartieri della città sotto il controllo dell’Isis».
ERRORE CALCOLATO
Un incidente sul quale sono ancora in corso indagini ma che fa nascere nuove domande sulle operazioni antiterrorismo svolte da quando il presidente Donald Trump è alla Casa Bianca e che hanno fatto registrare altri potenziali errori, ipotizza con un po’ più di coraggio il Washington Post, ricordando le indagini in corso sull’attacco che recentemente ha provocato numerosi morti tra i civili all’interno di una moschea in Siria e la morte di civili nel raid dei Navy Seal in Yemen a gennaio.
Da ricordare la recente cancellazione dei vincoli posti da Obama all’uso dei droni killer da parte della Cia da parte della nuova amministrazione Trump.
FAVOLA BRITANNICA
Ma c’è chi prova a mettere in dubbio le ricostruzioni del raid aereo. Dietrologia modello ‘torri gemelle’ autodistrutte’. Secondo queste ‘fonti’, si legge sul sito della Bbc, sarebbero state trappole esplosive piazzate dagli uomini dell’Is a causare la strage. Su alcune pagine Facebook, dei militari iracheni contestano la versione del raid aereo affermando che esperti militari iracheni hanno ispezionato l’edificio che sarebbe stato colpito dal raid e hanno trovato che era “stato completamente distrutto e che non vi erano segni che fosse stato distrutto da un raid aereo”. Oltre la strage anche la beffa?
IL VIDEO
                                     
(RemoContro)

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