Marocco: adulterio shock nei quartieri alti. Lei in galera, lui già libero...




Tradire nella società marocchina è un grave reato. Ma in questa storia di corna in alta società ha pagato solo la donna



Un matrimonio in pezzi e lei, delusa e alla ricerca disperata d'amore, finisce, quando ancora il legame non è stato sciolto ufficialmente, tra le braccia di un terzo protagonista. 

Una storia come tante, che alle nostre latitudini, a voler essere volgari, meriterebbe solo di  finire solo nella rubrica del gossip, alla sezione 'Corna: varie ed eventuali''. Non in Marocco dove l'adulterio, ovvero le trasgressioni sentimentali in un matrimonio ancora valido, sono severamente perseguite. Tanto che un caso sta facendo clamore, l'amore clandestino (ma tanto clandestino non doveva essere, visto che i due protagonisti sono finiti in manette) tra una famosa donna d'affari ed un altrettanto famoso imprenditore.

La cosa, tuttavia, entrerebbe ancora nella casistica dei fatti curiosi. Se non fosse che la ''fedigrafa'' è stata condannata a due anni di reclusione, mentre il suo presunto amante se l'è cavata con appena sette mesi ed è stato subito scarcerato.

Andiamo con ordine, facendo nomi e citando circostanze. 

La donna contesa si chiama Hind Achchabi, dirigente della società Dalia Air, che si occupa soprattutto di aerotaxi per clienti facoltosi, Le fotografie che sulla rete la ritraggono rimandano l'immagine di una bella donna, dalla classica avvenenza marocchina, capelli corvini e carnagione ambrata. A scorrere le cronache mondane ed economiche dei giornali marocchini, il profilo che di lei viene fuori è quello di una donna intelligente e dai modi spregiudicati, in affari ed anche nelle vicende personali. Ex hostess, Hind ha sposato in prime nozze un ricco saudita, Ahmed al Saad, da cui ha divorziato per sposare il kuwaitiano Sadiq Marafi. Secondo i bene informati, è stato grazie al consistente appoggio del secondo marito che Hind Achchabi, nel 2008, ha fondato l'holding Dalia developpement, che si occupa di turismo e di operazioni immobiliari, oltre che di voli d'affari, grazie ad una piccola flotta (tre Embraer, due Legacy 600 ed un Lineage 1000, quest'ultimo a diciannove posti), caratterizzata da una elegante livrea bianco-celeste e da interni degni di un hotel a 6 stelle. 

Il marito - definiamolo ancora così - è il diplomatico  Sadiq Marafi, appartenente ad una ricca famiglia kuwaitiana ed attualmente assegnato ad una delle rappresentante dell'Onu a Vienna.

La terza gamba del tavolino dell'amore è l'uomo d'affari marocchino (immobiliare, tessile, import ed export di materiali di costruzione) Mohsine Karim Bennani, che deve avere un fascino enorme  perché, almeno in fotografia, tutto appare fuorché l'epigono maghrebino di Porfirio Rubirosa, Gigi Rizzi ed altri giganti della categoria ''playboy ed affini''.

La relazione adulterina pare sia cominciata molti mesi fa, tanto che Sadiq Marafi ha disconosciuto la paternità del secondo figlio avuto da Hind Achchabi, ed il test del Dna cui è stato sottoposto il pargolo non sembra che lasci dubbi sul fatto che il genitore ufficiale (Marafi) non sia quello biologico.

Comunque, nel giugno dello scorso anno il diplomatico ha presentato una denuncia alla procura del Regno di Rabat, accusando la moglie ed il suo presunto amante come adulteri. Tanto che i due sono stati arrestati a Salè, anche perché la donna è stata bloccata mentre cercava di lasciare il Paese clandestinamente per evitare il processo.

La giustizia marocchina, solitamente molto veloce, ha voluto andare con i piedi di piombo e s'è presa molti mesi prima di decidere.  Primo, che la donna d'affari ed l'imprenditore meritavano d'andare a processo; secondo - la sentenza di secondo grado è di pochi giorni fa - che i due erano colpevoli e da condannare. 

La sentenza è stata molto dura per la donna (come detto, due anni, pena ridotta in appello rispetto ai tre anni del primo grado di giudizio), più lieve per l'emulo di Romeo, Abelardo, Tristano, Egidio e di chissà quanti altri. 

Così, mentre Bennani ha goduto della sospensione condizionale della pena, Hind Achchabi è finita in carcere, a meditare sulla caducità delle vicende umane...

(Globalist)

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