La strage di Mosul un dramma: nel Medio Oriente tante guerre sbagliate...




Parla Lucia Goracci, inviata di Rainews24, a Mosul nel giorno della strage Usa



Gli Stati Uniti hanno ammesso di essere responsabili del bombardamento aereo su Mosul ovest del 17 marzo scorso, nel quale rimasero uccise almeno 140 persone, in gran parte civili, ma secondo altre testimonianze i morti sarebbero il doppio. In un comunicato della Coalizione i responsabili hanno precisato che il bombardamento è avvenuto su richiesta delle forze irachene contro postazioni dell'Isis. Le parole di Lucia Goracci, inviata di Rainews 24 che si trovava a Mosul, al momento della strage, descrivono la situazione attuale e le possibili conseguenze in Iraq e su tutto il Medio Oriente martoriato da guerre sbagliate, in cui sembra sempre più difficile delineare un quadro di ricostruzione.



Quale è la situazione attuale dopo il bombardamento Usa a Mosul ovest?. Cosa hai visto?

La situazione in questo momento sul terreno è molto complicata. Già mercoledì 22 mi trovavo a un corteo funebre, dove un carrettino spinto conteneva un corpo. Mi sono avvicinata, era quello di un ragazzo di 26 anni, e il padre mi ha detto che era stato un bombardamento americano. Che le persone si nascondevano da giorni nelle case. Le case di Mosul Ovest hanno tutte una stanza sotto terra, per ripararsi dal caldo. Ora sono usate per ripararsi dai raid. Anche perché L’Isis usa questa tecnica: sfonda le porte, si infiltra nelle case e crea varchi e passaggi al loro interno per confondersi con i civili. Sono delle trincee.

Lo stesso giorno ho incontrato un ufficiale della coalizione d’oro in stato di concitazione, mentre parlava di 3 o 5 case colpite per errore. Ho chiesto di andare sul posto ma non mi è stato consentito per ragioni di sicurezza. Il giorno dopo, il 23 ho raccolto altre testimonianze, sempre indirette, a distanza. Ma già ovunque si parlava di bombardamenti che non potevano essere attribuiti all’Isis.

E la tua sensazione qual è stata?

La mia sensazione è che ci sia stata un cattiva e mal gestita informazione, un errore da terra ai piloti. In alternativa, quel che è successo potrebbe essere ricondotto alla mera operazione militare volta a colpire la presenza dell’Isis, che ormai utilizza le case per infiltrarsi e nascondersi.

Che conseguenze può avere questo tragico raid, ormai riconosciuto dagli Stati Uniti?

Credo sia più un problema interno iracheno. Attualmente l’operazione è stata sospesa ed è prevista una riunione d’urgenza al Parlamento. Si starebbero cercando tecniche alternative per attaccare l’Isis, con l’utilizzo di più tiratori scelti e meno bombardamenti. Anche perché il governo in Iraq deve conquistare il consenso del popolo, non può permettersi così tante stragi di civili. Ma il problema delle guerre asimmetriche, quelle di guerriglia, quando hai un nemico disposto a uccidersi pur di far fuori il numero più alto possibile di persone devi scegliere: o avere grandi perdite o l’offensiva aerea.

Da parte americana i raid sono aumentati con l’avvento di Trump?

Da parte loro gli americani affermano che le regole d’ingaggio non sono cambiate, ma di sicuro le vittime civili sono cresciute e con la nuova amministrazione si sta assistendo a un aumento dei raid aerei.

E l’impatto sociale sul territorio?

Il problema che l’Isis ha preso piede, aumentando il livello di distruzione sociale, in un territorio già fortemente distrutto. Il Medio Oriente è un insieme di guerre sbagliate, che covano sotto la cenere. E la domanda che mi pongo oggi è come si potrà riuscire a ricostruire su tutte queste macerie. L’Europa è riuscita a farlo, bene o male. In Medio Oriente è tutto molto più complesso e difficile...

(Globalist)

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