Cosa resta nella mente dei bambini siriani? Abbiamo raccolto 458 voci...






Cosa rimane nella testa di un bambino costretto a guardare un’esecuzione in pubblico? Cosa sogna un bambino che ha assistito a una decapitazione o a una lapidazione in piazza?
“Io non posso sopportare di vedere scene del genere, come può farlo un bambino?”, racconta Muna, scappata da Deir Ezzour, città ancora nelle mani dell’ISIS. “I bambini hanno assistito a cose che non si vedono neanche nei film dell’orrore”. No, un bambino non può sopportare tutto questo.
Le 458 testimonianze che abbiamo raccolto nel rapporto di Save the Children “Ferite invisibili” parlano di macerie. Ma non sono quelle delle case, delle scuole o degli ospedali distrutti. Sono le macerie di un’infanzia perduta in Siria. Penso a Firas, a Nuri, a Hisham, penso a cosa si dicono quando si incontrano per strada, nei cortili. Non lo so con esattezza, ma lo immagino. E immagino discorsi da bambini cresciuti troppo presto, bambini che mimano, con occhi seri, la violenza.
Forse all’inizio pensavano fosse una specie di gioco, ci raccontano che i primi tempi erano contenti dei rumori delle bombe. Aspettavano l’arrivo degli aerei. Poi hanno iniziato a perdere amici, parenti, vicini di casa, compagni di scuola. “Si aggiravano per strada chiedendo notizie di persone che da un po’ non si vedevano in giro. Alla fine gli abbiamo dovuto spiegare che erano morti”.
Chi può scappa, chi non può farlo dorme solo di giorno. La notte è solo per gli incubi e sei anni sono più di duemila notti. Spesso nel sonno i bambini piangono, urlano. Ahmed cerca conforto nel modo più naturale per un bambino, l’unico che gli è rimasto: “quando sono triste vado dalla mia mamma e mi siedo accanto a lei, mi accarezza i capelli e mi sento felice”.
“Meditate che questo è stato”, si legge in un verso di una poesia di Primo Levi. Le voci di questi bambini ci dicono che purtroppo questo “ancora è”. Ma è impossibile rassegnarsi all’orrore e siamo ancora in tempo per fermarlo. Siamo ancora in temp o per curare le ferite invisibili dei bambini della Siria...
(AGI)

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