Yemen, ennesima strage: uccisi 8 donne e un bambino...




Durante lo stesso raid almeno altre 10 donne sono rimaste ferite, come riferiscono alcuni medici della capitale yemenita



Ancora una strage in Yemen, l’ennesima. Otto donne e un bambino hanno perso la vita in un raid aereo nei pressi di San’a, la capitale del Paese. Ad annunciarlo fonti del servizio sanitario locale.

Durante lo stesso raid almeno altre 10 donne sono rimaste ferite, come riferiscono alcuni medici della capitale yemenita.

Era in corso un cerimonia funebre al momento della strage e i ribelli Houti hanno accusato la coalizione a guida saudita di essere responsabile del raid che ha colpito i civili.

Lo Yemen è logorato, nell’assoluta indifferenza della comunità internazionale, da una guerra che solo negli ultimi anni ha visto morire almeno 10 mila civili, secondo dati Onu, e ha contato più di 40 mila feriti.


Una guerra silenziosa, che vede contrapporsi la fazione siita degli Houti (che occupano la capitale San’a) e il governo centrale, le forze saudite 7grandi alleate dell’occidente) sostenute dagli Stati Uniti.

Già lo scorso gennaio Trump aveva inaugurato il suo ingresso alla Casa Bianca con un primo bombardamento: un raid delle forze speciali Usa nello Yemen durante il quale sono state uccise almeno 57 persone tra sospetti militanti di al Qaeda e civili, tra questi almeno 16 sono donne e bambini. Lo hanno raccontato i residenti locali.

L'operazione è avvenuta nel distretto rurale di Yakla, nella provincia di al Bayda, circa 80 chilometri a sud della capitale Sana'a, e ha portato all'uccisione di tre alti comandante di Al Qaeda: Abdularaoof al Dhabab, suo fratello Sultan al Dhahab e Seif al Nims.

Una strage silenziosa che, da marzo 2015 ha ucciso 1400 bambini e ferito 2.140, come riportano le Nazioni Unite. Numeri ufficiali, ma probabilmente le cifre sono anche più alte. Gli attacchi alle aree civili continuano a uccidere e ferire sempre più bambini in Yemen. Invece di studiare, questi bambini stanno assistendo a morte, guerra e distruzione», afferma Meritxell Relano, rappresentante Unicef in Yemen, rendendo noto che la strage è avvenuta «con l’intensificarsi del conflitto»...

(Globalist)

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