Un video per capire la battaglia di Mosul...




Un giornalista del Guardian è andato a vedere com'è la guerra contro l'ISIS in Iraq e ne è venuto fuori un racconto notevole

                     Un'immagine tratta dal documentario che mostra il giornalista Ghaith Abdul Ahad.


Il giornalista del Guardian Ghaith Abdul Ahad è andato a Mosul a vedere come viene combattuta la guerra contro lo Stato Islamico (o ISIS), che controlla la città irachena dal giugno 2014. Il risultato del suo lavoro è un video di mezz’ora che racconta molte cose che spesso si tende a dimenticare, almeno qui da noi. Spiega per esempio la difficoltà di combattere una guerriglia urbana, cercare di conquistare casa per casa mentre si è sotto il tiro costante dei cecchini e delle macchine piene di esplosivo dello Stato Islamico. Racconta l’estrema sofferenza della popolazione di Mosul, che si trova in mezzo a una guerra la cui fine sembra molto lontana, e la difficoltà per i soldati iracheni di distinguere tra popolazione civile e sostenitori dello Stato Islamico, anche nei quartieri liberati. Parla di alcune questioni che dominano da anni le discussioni sulla guerra, come quella della diffidenza della popolazione di Mosul, a maggioranza sunnita, verso i soldati iracheni che combattono lo Stato Islamico, per la maggior parte sciiti. Il documentario del Guardian è tutto questo e serve a farsi un’idea più chiara di quello che sta succedendo nella battaglia più importante combattuta oggi contro lo Stato Islamico.
Ghaith Abdul Ahad è andato a Mosul insieme ai soldati della “Golden Division”, una specie di corpo di élite addestrato dagli Stati Uniti e considerato il più preparato a riprendere il controllo delle aree urbane. È la divisione armata irachena più professionale e meno settaria, ed è considerata dagli americani molto più affidabile dell’esercito regolare. Gli uomini della “Golden Division” sono stati quelli che hanno guidato le operazioni militari nella parte orientale di Mosul, che è stata interamente riconquistata dall’esercito iracheno solo pochi giorni fa, dopo settimane di battaglia. Nel video, girato sul fronte di guerra, si percepisce molto bene il pericolo di combattere in prima linea: a un certo punto, per esempio, uno dei cameramen insieme a Ghaith Abdul Ahad rimane ferito nell’esplosione di un’autobomba, che uccide diversi soldati e civili. La fine del documentario non fa ben sperare per il futuro di Mosul: è difficile pensare che ci sarà la pace, dice Ghaith Abdul Ahad, dopo tutta questa violenza.
Attenzione: il video contiene delle immagini forti
(Il Post)



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