Siria, attentato vicino ad Al Bab: 60 morti, molti civili...




Un'autobomba, molto probabilmente dello Stato Islamico, è esplosa nella città, a est di Aleppo, che era stata strappata all'Isis negli ultimi giorni. Oggi i negoziati di pace a Ginevra



DAMASCO - E' di almeno 60 uccisi, tra cui molti civili, e oltre 70 feriti il bilancio provvisorio di un attentato avvenuto stamani a est di Aleppo, nel nord della Siria, in un'area conquistata all'Isis dalle forze locali filo-turche. Lo riferisce la tv panaraba al Jazeera che cita fonti sul terreno. Il bilancio, affermano le fonti, è destinato a salire a causa della gravità delle condizioni di alcuni feriti.

Inizialmente la Agence France Press aveva parlato di kamikaze, in realtà pare che l'esplosione sia stata causata da un'autobomba dello Stato Islamico a Susiyan, nei pressi di al Bab, nell'area di Susian, a nord-est della città espugnata dopo settimane di violentissimi combattimenti in cui si sono contate perdite anche tra i militari turchi impegnati nell'operazione "Scudo dell'Eufrate" iniziata il 24 agosto scorso con l'ingresso dei soldati turchi in Siria. L'operazione ha ricevuto forti critiche da parte dei curdi siriani e di Damasco, che hanno accusato Ankara di violare l'integrita' territoriale della Siria.

Al Bab, l'ultima roccaforte dell'Isis a est di Aleppo e che si trova tra la metropoli siriana e l'Eufrate, era stata riconquistata negli ultimi giorni dai ribelli supportati dalla Turchia. Lo stesso Stato Islamico, fortemente sospettato dell'attentato di oggi, aveva annunciato ieri il ritiro.

Oggi, intanto, per la prima volta dopo la caduta di Aleppo Est nelle mani di Assad, sono previsti nuovi negoziati di Ginevra sulla crisi in Siria, presentati dall'Onu come una opportunità "storica" per mettere fine a un conflitto lungo sei anni. Ma si annunciano molto difficili, con numerose questioni in sospeso. Aprendo ufficialmente i lavori, ieri sera, l'inviato delle Nazioni Unite, Staffan De Mistura, ha lanciato un appello ai due campi avversi a una "responsabilità storica". "Il popolo siriano attende disperatamente la fine del conflitto e sogna di uscire da questo incubo", esortando a "lavorare insieme" perché "non c'è alcuna soluzione militare" alla crisi...


(R.it Esteri)

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