Prete vietnamita scrive a Trump: dai il mio passaporto Usa a un siriano...




Il sacerdote è cittadino americano da 42 anni: ora vorrebbe rinunciare a favore di un profugo



Una storia esemplare. A metà tra la polemica e l'altruismo: da 42 anni Padre Chuong Hoai Nguyen è cittadino americano, ma qualche giorno fa ha scritto a Donald Trump chiedendogli di rinunciare al passaporto. 
Uno degli ex "boat people" fuggiti dal Vietnam alla vigilia della caduta di Saigon, il religioso ha chiesto al presidente di "dare la sua cittadinanza a un profugo siriano".
 Nguyen, un salesiano, ha anche chiesto ai superiori di essere mandato a vivere e lavorare in uno dei sette paesi a maggioranza musulmana i cui cittadini sono stati messi al bando dall'editto di Trump del 27 gennaio bloccato dalle corti. Non è chiaro se lo scambio di cittadinanza sia possibile, né se il tycoon abbia letto il messaggio pubblicato per la prima volta dalla rivista cattolica Commonweal.
 Per padre Nguyen il 27 gennaio era doppiamente simbolico, segnando anche l'inizio benaugurale del Tet, il capodanno vietnamita. "Mi si è stretto il cuore", ha rivelato il prete, prendendo carta penna per scrivere al presidente. "Si! sono un profugo anch'io", esordisce il messaggio del religioso che da decenni lavora con la comunita' vietnamita di Los Angeles.
 Padre Nguyen ha raccontato l'odissea di 42 anni fa quando, il 29 aprile 1975, fu fatto salire con genitori e fratelli su un barcone sovraffollato per un pericoloso viaggio verso l'ignoto che molto ricorda quello di profughi e migranti attraverso il Mediterraneo. "La nostra barca non aveva capitano nè equipaggio. Mio padre e i miei fratelli divennero marinai. Non c'era cibo, c'era poca acqua. Ma eravamo già fortunati ad essere saliti a bordo. I miei genitori erano già scappati dal Vietnam nel 1953 e di nuovo fuggivamo dai Vietcong".
 Centinaia di migliaia vietnamiti in fuga annegarono tentando il viaggio. "Essere profugo - ha scritto padre Nguyen a Trump - è una scelta che si fa quando nessuna altra scelta è possibile"...

(Globalist)

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