Mai così tante armi nel mondo dalla Guerra fredda...




Secondo lo Stockholm International Peace Research Institute, Stati Uniti, Russia, Cina, Francia e Germania, rappresentano il 74 per cento delle esportazioni di armi. Negli ascquisti l’India batte tutti e Dubai supera la Cina. Dall’Italia vendite al +22%. Doppi turni nelle fabbriche Usa di missile e bombe.



Sono più di 10 anni ormai che il mondo cresce, ma cresce all’incontrario. Cresce la produzione e la diffusione delle armi che il mondo potrebbero distruggere.
Dal 2004 a oggi c’è stato un aumento costante nella circolazione internazionale delle armi. Tra il 2012 e il 2016 la crescita complessiva è stata dell’8,4 per cento. Lo rivela un rapporto della International Peace Research Institute di Stoccolma, il Sipri.
Ma l’attualità batte ogni record: i trasferimenti di armi nel quinquennio 2012-16 hanno raggiunto il più alto volume dalla fine della Guerra fredda.
Meno arsenali e più ‘pronto uso’
Armi, mercato di sempre, cambiano i ‘consumi’ e cambiano i modelli di produzione. Meno ‘magazzino’ e arsenali, e più acquisto per ‘pronto uso’. Uso immediato o quasi. I conflitti in corso consumano armi e soprattutto ordigni a ritmi vertiginosi.
Le fabbriche americane che producono bombe e missili intelligenti hanno dovuto incrementare i turni di lavoro per soddisfare la domanda. La lotta contro l’Isis si porta via una quota degli ordigni, con americani, francesi ed altri alleati occidentali che li sganciano quotidianamente dalla Siria all’Iraq. Ma l’altro grande teatro è lo Yemen, con sauditi ed Emirati che spianano le posizioni dei ribelli Houthi non badando troppo ai bersagli finali.i.
Chi compra, chi vende, chi usa
Le tabelle del Sipri sono chiare: le petro-monarchie sono nelle prime posizioni degli importatori, li batte solo l’India, sempre alle prese con l’infinito duello con il Pakistan. Al terzo posto, dopo gli Emirati, c’è la Cina.
I venditori sono i soliti noti. In testa gli Usa, con il 33% del mercato globale, dietro ci sono Russia, Cina, Francia, Germania, Gran Bretagna e Italia, che ha registrato un incremento del 22%.
C’è chi esporta caccia e tank, e chi si ‘accontenta’ di fucili d’assalto, lanciagranate e munizioni. Casse su casse che vengono dirottate per sostenere fazioni o movimenti di guerriglia. Bielorussi e bulgari, denuncia Guido Olimpio sul Corriere della Sera, le hanno cedute ad alcuni governi che assistono gli insorti in Siria.



Dettagli
  • Il flusso di armi è aumentato in particolare verso l’Asia, l’Oceania e il Medio Oriente tra il 2007 e il 2016, mentre si registra una diminuzione del flusso verso l’Europa, le Americhe e l’Africa che, o le armi se le producono, o se le producono, o, caso Africa, ne avevano accumulate già troppe.
  • I cinque maggiori esportatori -Stati Uniti, Russia, Cina, Francia e Germania – hanno rappresentato il 74 per cento del volume totale delle esportazioni di armi.
  • L’India è stato il maggiore paese importatore di grandi armi tra il 2012 e il 2016, pari al 13 per cento del totale mondiale. Negli ultimi dieci anni ha aumentato le importazioni di armi del 43 per cento.
  • Mancano strumenti di controllo degli armamenti regionali.
  • Dal 2007 a oggi, le importazioni da parte degli stati del Medio Oriente sono aumentate dell’86 per cento e rappresentano il 29 per cento delle importazioni mondiali.
  • L’Arabia Saudita è il secondo più grande importatore mondiale di armi, con un incremento del 212 per cento rispetto al quinquennio 2007-2011. Le importazioni del Qatar sono aumentate del 245 per cento. Gli stati mediorientali si sono rivolti in primo luogo a Stati Uniti ed Europa.
  • “Nonostante i bassi prezzi del petrolio, i paesi della regione hanno continuato a ordinare più armi nel 2016, percependo questi strumenti come cruciali per risolvere i conflitti e le tensioni regionali”.
  • Gli Stati Uniti, che da soli rappresentano un terzo delle esportazioni mondiali, negli ultimi cinque anni sono stati il paese maggiore esportatore di armi, con un aumento del 21 per cento rispetto ai cinque anni precedenti. Quasi la metà delle sue esportazioni di armi erano dirette in Medio Oriente.
  • Al secondo posto dopo gli Stato Uniti vi è la Russia, che ha rappresentato il 23 per cento delle esportazioni mondiali di armi. Il 70 per cento delle sue esportazioni di armi era diretto a quattro paesi: India, Vietnam, Cina e Algeria...
(RemoContro)

Commenti

Brigitte Delafosse ha detto…
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