L'Onu: meno soldi e meno jihadisti, lo Stato Islamico è in difficoltà...




I ricavi del contrabbando sono passati da 500 milioni a 260, pra pensano ai sequestri



Una notizia che va letta con attenzione e che non significa una diminuzione dei rischi: le milizie jihadiste dello Stato Islamico (Isis) si trovano in difficoltà dal punto di vista militare, a causa della diminuzione dei suoi ricavi e della difficoltà nell'arruolare nuove reclute: è quanto si legge in un rapporto delle Nazioni Unite. Tuttavia, come spiega il Segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, nel rapporto trasmesso al Consiglio di Sicurezza - che sarà discusso martedì - le milizie continuano a costituire "una grave minaccia" e "si adattano parzialmente" alle gravi perdite subite in combattimento. 
I ricavi ottenuti dal contrabbando di petrolio infatti sono scesi dai 500 milioni di dollari del 2015 a 260 milioni l'anno scorso: il rapporto invita i governi ad essere prudenti dal momento che le milizie potrebbero cercare altre fonti di finanziamento, ad esempio tramite il sequestro di giornalisti od operatori umanitari. Anche il flusso di "foreign fioghters" diretti al fronte è considerevolmente diminuito, non solo per l'opera di sorveglianza dei governi ma anche per la "ridotta attrattività" dell'Isis, che per reclutare nuovi combattenti ricorrerebbe ora al "dark web"...

(Globalist)

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