Libia, nel regno di Haftar le donne non possono recarsi da sole all’estero...




L’editto varato da un adepto del Generale. Ma dietro c’è la lunga mano salafita


TRIPOLI

Svolta salafita nel regno di Khalifa Haftar? Una contraddizioni in termini visto che il generale è un acerrimo nemico di ogni forma di islamismo ed estremismo religioso come dimostrano le sue durissime campagne militari contro Stato islamico, Ansar al-Sharia e Consiglio della Shura. Eppure sembrerebbe che una contaminazione di Sharia sia avvenuta in una parte del territorio controllato dall’uomo forte della Cirenaica, per mano di Abdul Razzaq Al-Nazhouri. Costui è il capo di gabinetto dell’Esercito nazionale libico comandato da Haftar, nonché responsabile del governatorato militare per il territorio che va da Ben Jawad, ad est di Sirte, a Derna, una vasta porzione della Cirenaica del nord. Ebbene Al-Nazhuri ha emesso una direttiva che vieta alle donne di recarsi all’estero se non accompagnate da un uomo della loro famiglia. Una sorta di editto in base al quale è divenuto obbligatorio il controllo dei passaporti all’aeroporto di Labraq per impedire alle cittadine con meno di 60 anni di viaggiare non accompagnate da un parente maschio.  

Le proteste di Tobruk  
Il provvedimento è stato accolto con stupore, scherno ma anche risentimento nell’Est del paese, non solo da donne e attivisti, ma anche da esponenti del parlamento di Tobruk. Secondo Ziyad Daghim, deputato che rappresenta il distretto di Bengazi, quello di Nazhuri è un chiaro abuso di potere contrario fra l’altro alla dottrina haftariana, uomo forte certo ma ostile a ogni inclinazione verso l’estremismo islamico. Critiche sono giunte anche da sostenitori del generale i quali dicono di non aver appoggiato la rivoluzione e le forze armate per ritrovarsi governati dalla Sharia.  

Evitare contatti con 007 stranieri  
Il governatore militare ha difeso la misura adducendo la necessità di evitare alle donne libiche di andare incontro a “problemi e fattori negativi viaggiando nei Paesi stranieri”. Ma soprattutto per evitare che entrino in contatto con “007 stranieri”. Inoltre ha aggiunto che il divieto non riguarda donne che lavorano per il governo o sono membri del Parlamento. Dall’editto è esclusa anche Tobruk e la porzione più ad est di Derna (che esula dal controllo di Nazhuri) dove le donne viaggiano come vogliono e possono attraversare da sole, in macchina, anche il confine con l’Egitto. In realtà - secondo i media libici - dietro la manovra restrittiva dell’uomo di Haftar c’è Osama al-Otaibi, noto imam saudita salafita il quale è sceso in campo per difendere la misura dagli attacchi dei critici.  

Scende in campo la famiglia del re Idris  
A scendere in campo è stato anche il principe Idris al-Senussi, membro della famiglia reale spodestata da Muammar Gheddafi nel 1969, il quale ha divulgato un comunicato per sollecitare il rispetto e la difesa dei diritti delle donne. “Dobbiamo difendere i diritti delle donne - spiega al Libya Herald - Uomini e donne hanno gli stessi diritti”. La Costituzione del 1951 ha infatti riconosciuto alle donne tutti i diritti fondamentali: “Nessuno può levarceli”, ha concluso il discendente del re.  

Un spina nel fianco della campagine anti-isalimista di Haftar  
La sortita salafita arriva proprio mentre le forze militari haftariane sono impegnate in dure battaglie nei pressi di Jufra, nell’entroterra centro-orientale a ridosso dei pozzi della Mezzaluna petrolifera, contro formazioni della Bdb, la Bengazi Defence Brigade, formata da reduci e fuoriusciti di Bengazi, ed adiacente ad alcune formazioni militari di Misurata. Oltre a proseguire la campagna nel quartiere di Ganfouda, dove è asserragliata in dodici edifici un’ultima sacca di resistenza di forze della “Shura di Bengazi” (70 elementi circa) e altri sparsi tra Sabri e Suq Al-Hout. Le associazioni umanitarie hanno fra l’altro lanciato un allarme per il rischio che i civili intrappolati a Ganfouda corrono in vista di un possibile scontro finale tra le opposte fazioni che potrebbe tradursi in una mattanza.  

Ipotesi di strane alleanze o paura di isolarsi?  
Tutto ciò induce a riflessioni. L’editto sulla libera circolazione delle donne potrebbe rappresentare un primo segnale di infiltrazione da Est volta a dare appoggio ai filo-islamisti che stanno resistendo ad Haftar. Approfittando in particolare del momento di presunta difficoltà incontrato dal generale, con alcune defezioni importanti tra gli alti ranghi militari, il rapimento del nipote e l’irritazione dell’alleato egiziano per la deriva isolazionista in cui il generale rischia di precipitare dopo il mancato incontro con Fayez al Sarraj della scorsa settimana al Cairo. Oppure lo stesso Haftar avrebbe ceduto ad avances di formazioni estremistiche per far fronte alla difficoltà del momento e blindare con una sorta di “intesa blasfema” il suo territorio e quella parte di gente libica che sino ad oggi ha risposto ai suoi comandi senza batter ciglio. Un’ipotesi che rientra nella fantapolitica, secondo molti, ma nella Libia di oggi nulla è può essere escluso...

(La Stampa Esteri)

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