Il Califfo fantasma e la guerra scomparsa...




Al Baghdadi in fuga da Mosul verso la Siria. Forse. Il ‘Califfo’, l’uomo più inseguito del pianeta stando alle scarse rivelazioni dei vari servizi segreti occidentali, che se veramente sapessero dove si trova, cercherebbero di ‘mangiarselo’ da soli e in un boccone.
Da mesi si rincorrono voci sulla sorte del capo dell’Isis, in una regione mediorientale infiammata da giochi politici torbidi. Ora, il Califfo sarebbe in fuga da Masul, anzi, già in Siria dove però la terra franca dei suoi rifugi sicuri si sta riducendo a colpi di potenza militare russa



Rivelazioni a tassametro
Oggi ‘conferma ufficiale’, al Baghdadi non è più in Iraq ed è fuggito in Siria, tagliando i suoi contatti con i “comandanti inesperti” che sono ancora a Mosul. Il problema è che a rivelare la fuga in Siria del Califfo è il generale dei servizi di sicurezza iracheni Abdolkarim Khalaf, riportato dall’agenzia iraniana Fars.
Crederci, non crederci? Tanti punti interrogativi e qualche conferma indiretta abbastanza certa.
Uno, che Mosul, nonostante le difficoltà che incontrano le forze della coalizione nel conquistarla, è territorio circondato e perso per il califfato.
Due, che i vertici politico militari del califfato si sono messi in salvo oltre l’accerchiamento di Mosul.
A voler dare loro credito
Secondo quanto riferito dal generale iracheno, al Baghdadi sarebbe fuggito “con alcuni alti comandanti dell’Isis” dalla parte occidentale di Mosul verso i confini siriani.
Poi i dettagli di una rivelazione senza riscontri possibili.
Khalaf ha detto che al Baghdadi ha lasciato Mosul qualche tempo fa e non ha più contatti con i comandanti che sono rimasti a Mosul e che “sono per lo più inesperti” e soprattutto stranieri, foreign fighters e carne da cannone.
In ogni caso il generale non ha rivelato la destinazione del viaggio segreto di al Baghdadi anche se, secondo le ultime informative da servizi segreti, si troverebbe a Raqqah, la ‘capitale’ dell’Isis in Siria.
Al Baghdadi fantasma
Fonti locali nel gennaio scorso avevano anche riferito che al Baghdadi era rimasto ferito in un attacco delle forze aeree statunitensi che erano riuscite a colpire il suo convoglio durante un trasferimento in territorio iracheno.
A metà novembre, poi, al Baghdadi risultava essersi nascosto tra la città di Tal Afar, a Nord-Ovest di Mosul, e la città di al Baaj, a sud ovest; praticamente in un area immensa del deserto iracheno. Ed anche in quel caso nessuna conferma.
Secondo un’altra informativa, il 4 febbraio Abu Bakr al Baghdadi sarebbe arrivato nella città siriana di Merkadeh, a Sud della provincia di Hasaka, per un incontro dei leader del gruppo dopo le ultime pesanti sconfitte subite dall’Isis.
La guerra scomparsa
Per fortuna ne parla Askanews. Le forze irachene hanno respinto un’attacco dei jihadisti dello Stato Islamico sulla zona liberata della città di Mosul sul versante orientale del fiume Tigri. Quindi vuol dire che a Mosul si conbatte, che Isis tenta persino qualche contrattacco, e che la conqusta di Mosul, promessa per Natale, non arriverà neppure per Pasqua.
“Elementi dell’organizzazione terroristica hanno attaccato il perimetro dei quartieri liberati al Baath e al Thubbat che si affacciano sulle rive del Tigri dalla parte orientale della città”, ha detto il generale Saadi al Khatuni dell’antiterrorismo iracheno alla tv curda Rudaw. Insomma, a Mosud non gira affatto bene per le forze della coalizione che non hanno ancora attraversato un ponte sul Tigri per liberare la parte occidentale della città.
Siria peggio dell’Iraq
Torniamo alla ipotesi di al-Baghdadi in territorio siriano. Problemi interni al gruppo terroristico, sussurrano i servizi segreti. Isis in difficoltà con i suoi comandanti siriani, sospettati di aiutare la popolazione, sostituiti con comandanti stranieri.
Una sfiducia che avrebbe portato anche all’esecuzione a Raqqah del siriano capo della sicurezza dell’Isis, dopo essere stato arrestato con l’accusa di aver aiutato le persone a fuggire dai territori del Califfato.
Così il marocchino Abu al Saraqib Maqrebi sarebbe il nuovo capo della sicurezza della città di al-Tabaqa, mentre l’egiziano Abu Jandal al Mesri è stato nominato capo dei servizi segreti dell’Isis, in sostituzione del siriano Abu Ahmad al Souri...

(RemoContro)

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