Vaticano contro cavalieri di Malta, tra storia e ridicolo...




La cronaca è tratta da ‘Le Monde’, ripresa da ‘Internazionale’ citando ‘The Guardian’ che ribatte a ‘The Independent’. Sembrerebbe una cosa seria. ‘Malta Today’ allarma il mondo: ‘avrebbe potuto portare a uno scisma in seno alla chiesa cattolica? Cose serie o scemenze? Remocontro è incerto. Decidete voi.



‘Il Vaticano rimette in riga i cavalieri di Malta’, è il titolo perentorio.
La traduzione dal prestigioso ‘Le Monde‘, ci informa che alla fine ha prevalso l’obbedienza anziché la rottura. Il Vaticano che litiga con quale potenza statale o morale del mondo? No, litiga col Sovrano Ordine di Malta che dovremo andare a scoprire.
E per cosa si litiga per arrivare scomodare la minaccia di anatema di papa Francesco? Pare sia una questione che riguarda l’uso del preservativo. Non mettetevi a ridere, perché noi siamo semplici ‘reporter’.
«Dopo diverse settimane di scambi velenosi con il Vaticano, il gran maestro dell’Ordine di Malta, Matthew Festing, ha ceduto e si è dimesso dal suo incarico (che occupava dal marzo 2008), come gli ha ordinato papa Francesco, mettendo fine a quello che, secondo Malta Today, avrebbe potuto portare a uno scisma in seno alla chiesa cattolica». La traduzione di Andrea De Ritis da Le Monde è garanzia di assoluta serietà. Non una virgola fuori posto a forzare un concetto.
Quel profilattico di troppo
«Il caso era scoppiato dopo che il numero tre dell’ordine, il gran cancelliere tedesco Albrecht von Boeselager, era stato destituito dalle autorità dell’Ordine di Malta per aver permesso la distribuzione di profilattici in Birmania attraverso una ong legata ai cavalieri. Nella chiesa cattolica la contraccezione è ancora un tabù».
«Von Boeselager aveva spiegato di aver messo fine a questa attività appena era stata portata a sua conoscenza e aveva contestato la sua destituzione, ordinata da Festing, presso il pontefice. Quest’ultimo aveva allora annunciato il 21 dicembre l’apertura di un’inchiesta. Un’iniziativa che era stata seccamente rifiutata dal gran maestro, che parlava di “affari interni”».
Il Sovrano Ordine da Pasquale II
Ma il papa è andato avanti, ci informa ‘The Guardian‘, «deciso a sfidare l’ordine fondato nel 1048 a Gerusalemme e riconosciuto nel febbraio del 1113 dalla bolla pontificia di Pasquale II, ‘Pie postulatio voluntatis’, per far valere la sua autorità».
L’istituzione, veniamo informati, gode di numerose prerogative e privilegi. Emissione di francobolli, di passaporti e di targhe automobilistiche, ad esempio, ma non di un proprio territorio.
Uno Stato che non c’è, come nel mondo di Alice.
Eppure ha ben 13.500 aderenti, ai quali si aggiungono la folla/follia di centomila tra dipendenti e volontari, e ha relazioni diplomatiche con 106 stati, tra cui, ovviamente, la Santa Sede.
Nel 2013 l’ordine contava il 30 per cento di donne, chiamate “dame”.
Cattolici conservatori e progressisti
Partita politica all’interno della Chiesa cattolica romana questo singolare contrasto, ci spiega ‘The Independent‘, caso che illustra, se mai ce ne fosse bisogno, la portata dei dissensi fra le roccaforti conservatrici e le correnti progressiste all’interno della chiesa cattolica.
Ma papa Francesco sembra intenzionato a rivedere ed aggiornare la bolla pontificia del febbraio del 1113 emessa del suo predecessore di Pasquale II.
Il 25 gennaio Francesco I ha decretato che sarà prossimamente nominato un “delegato papale”, quanto meno temporaneamente, per prendere le redini dell’ordine. Un commissariamento che probabilmente si motiva su questioni un po’ più solide dell’uso del preservativo.

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