Tra Turchia e Siria un muro di 900 chilometri...




Un muro tira l’altro. Quello evocato da Trump tra Stati Uniti e Messico, e quelli spesso ignorati che stanno moltiplicandosi ovunque. Muro ‘strategico’ quello tra Turchia e Siria, di cui si parla poco. Le autorità di Ankara: «Completati i due terzi del progetto».
Grazie ai nuovi controlli, il numero di mercenari che cercano di unirsi al sedicente Stato islamico sarebbe intanto diminuito di sette volte rispetto al 2015.

Di 


Muro strategico a doppio uso per la Turchia. Fermare il passaggio dei foreign fighters verso la Siria, ma soprattutto, fermare passaggi, e aiuti e armi dalle formazioni curde siriane o irachene oltre confine, alle formazioni armate che operano in casa. 911 chilometri di barriera di cemento tra torri di avvistamento.
«Abbiamo già completato due terzi della barriera, entro pochi mesi il progetto sarà ultimato», hanno detto fonti governative alla Associated Press. Contemporaneamente, sono già cominciati i tentativi di scavare tunnel sotto il confine, ma dicono gli orgogliosi turchi, «li abbiamo neutralizzati». Sfida da qui ai prossimi decenni.
Addio alla politica delle “porte aperte” tra Turchia e Siria, già di fatto archiviata da almeno un anno dopo tanti e sporchi compromessi al limite della complicità coi i ‘Fratelli musulmani’ d’oltre confine. Finora sarebbero stati completati oltre 300 chilometri di vero e proprio muro di cemento armato, a ridosso di zone critiche come quelle di Kilis e Hatay (Antiochia) e curde di Şırnak e Kobane. Altrettanti chilometri sarebbero stati equipaggiati con barriere più leggere, ma comunque barriere, nelle zone in cui il rischio di infiltrazioni di combattenti curdi o islamisti è considerato minore. Non manca molto a quando tutto il confine sarà sigillato, nonostante un bel po’ di ritardi.
Non anti migranti, ma solo sicurezza, promette da Ankara Omar Kadkoy, un ricercatore siriano del noto think-tank di Ankara “Tepav”, citato da La Stampa. Una versione ottimistica dei molti problemi aperti su quel confine.
Ricordiamo la reazione europea agli arrivi massicci alla fine del 2015, il deterioramento della sicurezza nella stessa Turchia e il rovesciamento delle alleanze rispetto alla Siria, parliamo del nuovo corso con la Russia, che hanno cambiato lo scenario strategico e gli interessi in campo. E Ankara adesso si dà da fare per rendere meno permeabile la frontiera.
Di fatto, un’altra barriera per chi, superata la Turchia, nei Balcani si troverebbe di fronte quella macedone al confine con la Grecia, quella ungherese al confine con la Serbia, e quella slovena alla frontiera con la Croazia. Lontani i tempi in cui per attraversare il confine turco-siriano ‘bastava correre attraverso campi e colline’, come raccontava una giornalista siriana.
Quella corsa l’hanno fatta in troppi, compresi foreign fighters, e combattenti curdi con l’ambizione di unificare i propri territori siriani a quelli turchi, e altri fuggitivi poco desiderabili.
A giustificare muri e barriere, i numeri di incerta veridicità forniti dalle autorità che sembrano ora in gradi di dirci quanti combattenti Isis clandestini se ne andavano tranquillamente avanti indietro lungo quel confine. 57,186 tentativi di attraversamento illegale del confine di stato impediti, il 90% dei quali sul confine con la Siria. 424.641 persone sono state arrestate, compresi i cittadini di 74 paesi del mondo (droga o armi o rivoluzione islamica).
Uno notizia di conforto, il numero di mercenari che cercano di unirsi al sedicente Stato islamico è diminuito di sette volte rispetto al 2015...

(RemoContro)

Commenti

UNA SCUOLA PER ATMA

Post più popolari