Tutte le attenzioni su Aleppo per nascondere Mosul...



Destini paralleli di Aleppo e Mosul. Situazioni distinte sul campo ma identiche per la popolazione civile. Mentre ad Aleppo i ribelli capitolano, a Mosul il Califfato resiste e stanno accadendo cose terribili che però sfuggono alle attenzioni dei media che due mesi fa aveva celebrato la ‘conquista di Mosul’.



Ad Aleppo martire è in corso l’evacuazione della parte di città che era controllata da ribelli. A Mosul guerra e sofferenze senza racconto ed attenzioni.
L’offensiva delle forze speciali irachene appoggiate dai jet americani e dai Peshmerga curdi, dopo i primi successi iniziali che le hanno portate alle porte della città-simbolo dell’Isis, sembra si sia impantanata sul campo di battaglia e nelle attenzioni mediatiche.
Scontri casa per casa, contro jihadisti in gran parte ex appartenenti alle truppe d’elite dell’esercito di Saddam Hussein. E dal 17 ottobre le truppe governative irachene hanno perso circa 2.000 soldati.
Lo stato maggiore di Baghdad calcola che a Mosul combattano almeno 10mila soldati del califfato,
che estremizzano i militari, andranno praticamente eliminati uno per uno prima di completare la riconquista della città. Il tempo di sofferti Natale e Capodanno, con la resa dei conti finale rinviata al 2017. Con un dettaglio da film dell’orrore.
Man mano che i miliziani sono costretti a ritirarsi, costringono gli abitanti dei quartieri che stanno per essere riconquistati dai governativi a seguirli nelle aree ancora sotto il loro controllo, per continuare a usarli come scudi umani.
Secondo il portavoce delle forze speciali irachene, Sabah Al Numai, solo per occupare la parte di città a oriente del fiume Tigri saranno necessarie settimane e l’obiettivo difficilmente potrà essere raggiunto prima della fine del prossimo gennaio. Il Califfato sta trasformando l’offensiva governativa su Mosul in una sanguinosa guerra di posizione, senza alcuna preoccupazione per le sorti della popolazione civile, intrappolata nella città ormai circondata.
La situazione degli abitanti di Mosul è drammatica e ricorda quella dei siriani di Aleppo, anche se manca un nemico internazionale, la Russia nel caso di Aleppo, capace di attirare le attenzioni del mondo.
Su un milione e mezzo di abitanti del 2014, solo 90mila sarebbero riusciti fino a oggi a fuggire salvandosi dai jihadisti che uccidono sistematicamente chi tenta di raggiungere le linee governative.
Secondo le stime delle Nazioni Unite, attualmente almeno mezzo milione di abitanti vive in condizioni drammatiche, senza elettricità e acqua corrente.
Miliziani sunniti sempre più paranoici, raccontano dalla Mosul jihadista, telefoni cellulari vietati, mentre gli imam sunniti predicano che tutti gli abitanti delle aree occupate dai governativi “sono diventati infedeli e quindi è permesso ucciderli”, autorizzando di fatto i ribelli a bombardare indiscriminatamente i quartieri dei quali hanno perso il controllo.
Una battaglia, quella di Mosul come quella di Aleppo i cui costi finali saranno in gran parte pagati dai civili stretti tra le bombe dei ‘liberatori’ e quelle dei ‘difensori della pura fede’...

(RemoContro)

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