A Sirte, in Libia, dopo l'Isis e la guerra ora si teme la peste...Centinaia di cadaveri in decomposizione tra le macerie...






Sirte, 21 dic. (askanews) - Dopo le violenze dell'Isis, i lutti della guerra civile e le mine sparse ovunque in città ora a Sirte, in Libia, si teme per un'epidemia di peste. Ad al-Giza al-Bahriya, l'ultimo quartiere strappato allo Stato Islamico, la brezza che viene dal mare si mischia all'odore asfissiante di decomposizione che viene dai cadaveri semisepolti sotto le macerie. Uno dei comandati delle milizie che hanno sconfitto i miliziani dell'Isis, Ahamd Bala, o "Al-Moutatawa", invita a non avvicinarsi. "Non bisogna venire qui, temiamo un'epidemia di peste" dice cercando di proteggersi con una mascherina.
Le forze dell'Isis sono state scacciate dal quartiere solo di recente, il 5 dicembre scorso e le forze fedeli al governo di unità nazionale che sono finalmente entrati nelle strade devastate di Al Giza al-Bahriya hanno trovato una situazione impressionante. "ci sono decine di corpi sotto le macerie, l'odore è orribile, rischiano di scatenarsi morbi e malattie. La popolazione al momento non può tornare nelle sue case" dice sempre il comandante Bala.
Il responsabile militare aggiunge: "non abbiamo i mezzi sufficienti per estrarre i corpi né sminare la zona che è letteralmente piena di ordigni esplosivi"...

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