Vince Trump, la faccia triste dell’America...




Trump a un passo dalla Casa Bianca: prende Ohio e Florida. Borse in picchiata: affondano Tokyo e Hong Kong. Obama: «Non importa cosa accadrà, domani sorgerà il sole». Qui in Italia il sole è già sorto ma non sembra un buon giorno per il mondo. Risultato non ancora certo, salvo l’umiliazione che sta subendo Hillary Clinton.




Suspense e paura. Neppure ad Hollywood avrebbero saputo inventare di meglio. Donald Trump ha vinto l’Ohio, la North Carolina, la Florida e si trova in vantaggio in regioni che dovevano essere democratiche come il Michigan. Al momento Trump e Clinton hanno vinto negli stati dove si prevedeva che avrebbero prevalso, ma Donald ha conquistato due importanti “battleground states”, due stati incerti, come Ohio e North Carolina, e sta ottenendo risultati migliori rispetto alle aspettative. Forse aveva ragione lui a sostenere, la vigilia, chi i sondaggi erano truccati.
Più semplicemente, scoprire che la “maggioranza silenziosa”, il voto segreto di chi si vergognava di confessare ai sondaggisti -effetto Berlusconi un tempo in Italia- e l’affluenza degli astensionisti lo stanno spingendo verso la Casa Bianca. La chiave in questo momento è la conquista degli stati della “rust belt”, cioè i colletti blu colpiti dalla crisi economica. Una reazione che somiglierebbe a quella già vista in Gran Bretagna col voto a favore della Brexit. Clinton potrebbe conquistare la Casa Bianca ma non se cedesse il Michigan, il Wisconsin o il Nevada. Speranza prima della paura.
Il “Cigno nero” dei mercati
‘Cigno nero’, la sfortuna, il portar disgrazia. Borse da sempre scaramantiche. In forte flessione gli indici asiatici e i future di Wall Street. Sale la quotazione dell’oro, cala quella del petrolio. Il peso messicano sprofonda. Il ‘Cigno nero’ aleggia sulle sale operative e descrive la probabile vittoria di Donald Trump alle elezioni per la presidenza Usa: uno scenario che nell’immediata vigilia era stato escluso dagli investitori, che avevano scommesso tutto su Hillary Clinton. Ma il Cigno nero è proprio quell’evento inatteso, dalla portata dirompente per i listini finanziari: i future di Wall Street sono in picchiata, le Borse asiatiche stanno crollando e risalgono invece i beni rifugio, come lo yen e l’oro.
Sprofonda il peso messicano, che era diventato nelle ultime settimane il termometro della possibilità di vittoria di Trump, duro verso la cooperazione commerciale con il Messico del Tycoon. Quanto già visto a fine giugno con l’inattesa vittoria del “sì” alla Brexit nel Regno Unito. Anche in quel caso, i sondaggi dell’ultima ora davano per certo l’esito contrario.In Asia, si registra la batosta sull’indice Nikkei della Borsa di Tokyo, che arriva a perdere il 6%. Della vittoria di Trump, i mercati temono l’incertezza che si profila per la gestione economica della prima potenza mondiale, la possibile chiusura commerciale degli States e lo scontro possibile con il vertice della Federal Reserve.
Il ‘trumpismo’ da scoprire
Il trumpismo non è una nuvola passeggera e noi in Italia lo avevamo anticipato. Non avremo mai capito abbastanza Berlusconi se non capissimo oggi Trump. Il successo del messaggio del Berlusconi americano ha cause più profonde del suo stravagante carisma personale. La segmentazione della società che alimenta il populismo, negli Usa come in Europa, pare fuori dal controllo dei partiti tradizionali, come dimostrano il «suicidio» repubblicano o l’improvvido hara-kiri politico di Cameron. Una sua vittoria equivarrebbe a una sorta di mutazione genetica del concetto stesso di democrazia, delle sue forme, dei meccanismi di formazione del consenso etc….

(RemoContro)

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