"Tra la vita e la morte", il tweet disperato della piccola siriana sotto le bombe...






Sul proprio account Twitter, gestito dalla madre, Bana Alabed, una bambina siriana di 7 anni per mesi ha raccontato gli orrori della guerra, spalancando una finestra sulla sua vita (e quella di migliaia di civili) che vivono sotto le bombe di Aleppo. "Ora siamo sotto pesanti bombardamenti - ha scritto qualche ora fa - Tra la vita e la morte, per favore continuate a pregare per me". Da qualche mese la piccola Bana è diventata il simbolo della guerra che da 5 anni insanguina la Siria e con i suoi cinguettii e le foto che ne documentano gli orrori, è riuscita ad attirare l'attenzione della stampa internazionale.
Assieme a sua madre, che di mestiere fa l'insegnante, Bana ha lanciato appelli ai politici affinché mettessero fine al conflitto, condiviso video e immagini che testimoniano la battaglia tra i ribelli e i continui bombardamenti nella zona orientale di Aleppo. Persino la scrittrice J.K. Rowling, l'autrice della saga di 'Harry Potter', commossa dalla storia della piccola Bana, qualche giorno fa ha deciso di inviarle qualche ebook in modo da farle dimenticare, per qualche istante, l'atrocità della guerra.

L'ultima immagine della bambina, che su Twitter vanta oltre 130mila follower, è stata pubblicata qualche ora fa e la ritrae piena di polvere, con il volto segnato dalla disperazione: "Stanotte non abbiamo più una casa - si legge nel tweet - E' stata bombardata ed è caduta a pezzi. Ho visto dei morti e anche io sono quasi morta".
Il bollettino di guerra è continuato nei giorni scorsi con diversi civili rimasti uccisi in raid e attacchi di artiglieria del regime, che da qualche settimana ha intensificato l'offensiva contro la zona est della città. Ora a Bana resta solo la speranza che i suoi follower preghino per lei e per le 200mila persone che lottano tra la vita e la morte: "L'esercito è qui - scriveva domenica - questo potrebbe essere l'ultimo giorno nel quale possiamo parlare. Non c'è Internet, per favore, per favore, pregate per noi" per poi aggiungere in un altro tweet: "Ultimo messaggio - siamo sotto pesanti bombardamenti non possiamo più restare in vita. Quando moriremo, continuate a parlare per i 200mila siriani che sono ancora qui dentro. Addio"...

(Adnkonos)

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