Sempre più soldi della collettività per fare la #guerra: ma a chi?...




Spese assurde per la Difesa: 23 miliardi e 400 milioni, il 2,3% in più del previsto, per nuovi F-35, una seconda portaerei e carri armati e elicotteri d'attacco.



Probabilmente in pochi sanno quanto spenderà l’Italia in spese militari per il 2017. Il nostro paese, secondo l’indagine dell’ l’Osservatorio sulle spese militari italiane Mil€x, di cui oggi 23 novembre 2016 è stata pubblicata un’anticipazione, erogherà 23 miliardi e 400 milioni per la difesa, ossia 64 milioni di euro al giorno. Il dato è superiore dello 0,7% rispetto alle spese del 2016 e raggiunge il 2,3% in più rispetto a quelle che erano state le previsioni.

In Italia dunque è “corsa” agli armamenti. Lo studio di Mil€x infatti stravolge quello che finora è detto da più parti, ovvero dei tagli continui alla dDifesa: i fondi reali sono invece aumentati del 21% negli ultimi dieci anni. E dei 23 miliardi oltre un quarto della spesa, ovvero 5,6 miliardi (+10% rispetto al 2016) sarà investito in nuovi armamenti: dovrebbe arrivare altri sette F-35, la Difesa si munirà di una seconda portaerei e spazio anche a nuovi carri armati ed elicotteri da attacco. La maggior parte della somma arriverà dal ministero dello Sviluppo economico, che per il 2017 ha destinato alla Difesa l’86% dei suoi investimenti a sostegno dell’industria italiana. Ovviamente a guadagnarci è la Leonardo-Finmeccanica che da gigante del settore e praticamente unico attore nel panorama italiano potrà beneficiare di questi ingenti fondi pubblici.

Cosa è Mil€x? È un’iniziativa indipendente (lanciata con la collaborazione del Movimento Nonviolento nell’ambito delle attività di Rete Italiana per il Disarmo e finanziata da donazioni private), ispirata a princìpi di neutralità politica e obiettività scientifica. Pur riconoscendo la necessità di mantenere un adeguato livello di prontezza ed efficienza dello strumento militare, è necessaria una maggiore trasparenza e un più attento controllo democratico su questa delicata materia per scongiurare i rischi derivanti da un’eccessiva influenza della lobby militare-industriale, a suo tempo denunciati dal generale e presidente americano Eisenhower.

Leggendo questi dati vengono in mente alcune domande: l’Italia è in guerra? Contro di chi? Perché l’Italia dovrebbe imbarcarsi in queste spese militari che ad oggi appaiono come un’assurdità?

Più comandanti che soldati nell’esercito italiano. Eppure c’è da dire che leggendo il rapporto è chiaro come anche la Difesa sia una di quelle “caste” italiane intoccabili che succhiano soldi pubblici, essendo in una posizione di potere privilegiata. I dati sono chiari il 41% delle risorse serve ad oggi a pagare gli stipendi; stipendi profumati dato che si contano nell’esercito 90 mila comandanti che guidano 81 mila comandati: ovvero un’altra irragionevole situazione tutta made in Italy. Da anni esiste un piano per ridurre di 36.500 unità il numero dei graduati destinandoli ad altre funzioni (come Tribunali o Musei), ma al momento nessuno governo lo ha messo in pratica.

F-35? sì grazie. L’atteso risparmio votato dal Parlamento per evitare l’inutile acquisto degli F-35 non ci sarà. Secondo Mil€x sono già stati firmati gli ordini per otto supercaccia, nonché versati acconti per altri sette, per budget salita di 13,5 miliardi. Ma non solo, 1 miliardo e 100 milioni è stato destinato all’acquisto di una nuova nave da guerra, che servirà come supporto all’attività di pattugliamento delle coste, ma che verrà utilizzata come portaerei, anche se la Difesa neppure ne aveva fatto richiesta. A  tutto ciò si aggiunge un nuovo aereo di Stato voluto dal Governo Renzi: 23 milioni di euro per un velivole che ha effettuato solo un volo.

Perché allora i tagli a cultura e sanità? Visto che ufficialmente il nostro Paese non è in guerra (ma solo in missioni che riguardano poche centinaia di soldati in mansioni di addestramento e peace-keeping), c’è da chiedersi per quale motivo queste risorse non siano destinate ad altri settori: da anni i governi che si sono succeduti a Palazzo Chigi hanno tagliato la spesa sociale per mancanza di fondi, giustificando sempre tutto con la necessità di ridurre le spese. La Difesa invece sembra non aver mai subito la sorte toccata negli anni ad esempio a cultura o sanità. Proprio per la cultura, ad esempio, l’Italia spende appena lo 0,7% del Pil  ed è penultima in Europa. Dunque sembra quasi inutile anche scriverlo: è necessario destinare questi 23 miliardi di euro verso altri settori per il bene comune: sarebbe un “tesoretto” che potrebbe davvero risolvere diversi problemi che da anni affliggono il nostro Paese – e non stiamo parlando di certo di un invasione da parte di un esercito straniero...

(Globalist)

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